«Mi hanno sequestrato l’auto»

Davanti ai poliziotti in tenuta antisommossa che le diceva “scenda, le sequestriamo l’auto, vada a piedi”, Marianna non ha potuto fare altro che dire sì e consegnare la macchina alla polizia belga....
Davanti ai poliziotti in tenuta antisommossa che le diceva “scenda, le sequestriamo l’auto, vada a piedi”, Marianna non ha potuto fare altro che dire sì e consegnare la macchina alla polizia belga. Il resto della sua giornata di teatina a Bruxelle è stato un incubo di chi si è ritrovato nel posto e nel momento sbagliati. Marianna D’Amicodatri è una govane di Chieti impiegata nella Comunità Europea. Sposata con un avvocato romano che in questo periodo vive nella capitale, continua a lavorare in Belgio dove sta crescendo uno dei figli. Ieri mattina, mamma e bimbo sono saliti in auto per andare a scuola. Marianna ha lasciato il suo bambino alle maestre e si è rimessa in macchina diretta verso l’ufficio mentre scoppiava l’inferno di bombe, morti e feriti.Ma l’alt perentorio del poliziotto non le ha dato alternativa. Ha continuato il suo percorso a piedi. «La situazione è pazzesca, per strade c’è il terrore», ha scritto per Whatsapp agli amici di Chieti prima di rifugiarsi in uffici. Pensava di uscirne quando e come volesse. Invece no. E’ rimasta prigioniera e senza informazioni in quella stanza, con la preoccupazione alle stelle per il figlio lasciato a scuola. Che fare? In aiuto gli è arrivato un messaggio partito da Chieti da un caro amico che ha sentito a Sky la notizia che tutti potevano uscire per andare a riprendere i figli a scuola. E Marianna è corso dal suo bambino.

