«Mi è piombato in auto urlando di partire: sembrava un film»
PESCARA. Di professione fa la baby sitter e lunedì sera, poco dopo le 19,30 stava parcheggiando per rientrare a casa. Ma con l’auto accostata al marciapiede di via Foscolo, con la freccia accesa in...
PESCARA. Di professione fa la baby sitter e lunedì sera, poco dopo le 19,30 stava parcheggiando per rientrare a casa. Ma con l’auto accostata al marciapiede di via Foscolo, con la freccia accesa in attesa di prendere il posto di una macchina che stava facendo manovra per andarsene, ecco che è successo l’imprevedibile. Ecco che uno sconosciuto le è piombato in macchina entrando dallo sportello posteriore e puntandole il coltello alla gola, senza che lei ne scorgesse neanche la faccia, le ha ordinato di mettere in moto e andare.
Una scena da film, fortunatamente a lieto fine, che la protagonista, pescarese di 32 anni, accetta di raccontare al Centro in cambio dell’anonimato che la mette al riparo da ulteriori paure. Oltre a quelle che quest’episodio le ha lasciato addosso.
«Mi ero accostata con la macchina in attesa di parcheggiare e avevo visto due che si stavano rincorrendo. E in un decimo di secondo mi sono ritrovata lo sconosciuto in macchina».
Che cosa le ha detto?
Mi ha detto parti, parti. E io ho messo la prima e sono partita. Anche perché dopo due secondi mi aveva puntato una cosa al collo, una cosa appuntita che non sono neanche riuscita a vedere.
Che cosa ha pensato in quel momento?
Non lo so che pensavo, la mia paura era solo “chissà adesso dove mi porta”.
E invece?
Invece è successo che dopo neanche duecento metri è sceso. Da via Foscolo ho imboccato via Tasso e poi ho girato a destra verso via Dante. Dove lui è sceso, all’incrocio con la Riviera.
E lungo il tragitto che le diceva?
Niente, mi avrà detto più o meno tre parole. “Cammina e non ti faccio niente”, questo. Si è agitato solo ai due incroci di via Dante. Io ho rallentato e lì s’è messo a strillare che dovevo camminare.
Ma l’ha visto?
Ho visto due secondi gli occhi, dallo specchietto, ma non saprei dire neanche il colore.
E quando è sceso, lei che cosa ha fatto? Ha pianto, ha telefonato, che cosa?
Appena è sceso, e mi ha richiuso pure lo sportello, mi sono messa a correre con la macchina, per paura che ci ripensasse e tornasse indietro. Invece lui s’è incamminato lungo la riviera verso il centro e io sono andata verso la Madonnina. Il tempo di rifare il giro e ho trovato già la polizia sotto casa, perché dalla targa della macchina mi avevano rintracciata.
Ripensandoci, che effetto le fa?
Mi sembra un film.(s.d.l.)
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