Michetti e Città della musica in alto mare

11 Febbraio 2020

Il restauro del teatro è fermo al secondo lotto. Per l’edificio di via Raiale mancano i soldi per il collaudo

PESCARA. Il restauro del teatro Michetti è ancora bloccato. È stata fatta una nuova gara per riavviare l’appalto per il secondo lotto, dopo la risoluzione consensuale del contratto con la ditta precedente, ma adesso c’è il grosso rischio che possano partire dei ricorsi al Tar.
Non va tanto meglio per la Città della musica di via Raiale, per la quale mancano anche i soldi per procedere al collaudo. La situazione dei due edifici è stata illustrata ieri dal Responsabile unico del procedimento del progetto del Michetti Angelo Giuliante, durante la sua audizione in commissione cultura, presieduta da Manuela Peschi.
«Abbiamo dovuto rifare la gara per il Michetti dopo la risoluzione consensuale», ha spiegato Giuliante, «questo ha comportato una dilatazione dei tempi, ma soprattutto il tempo lo ha fatto perdere la legge Sblocca cantieri, che ha imposto per appalti superiori a 350mila euro le procedure aperte. Per il secondo lotto del teatro sono arrivate 192 offerte, quindi l’apertura di queste buste e le fasi istruttorie hanno fatto perdere tempo. Inoltre, la legge ha imposto anche delle modifiche al progetto».
«Un’altra particolarità», ha fatto presente, «con le nuove norme è stato modificato anche il calcolo della soglia di anomalia, ossia una serie di calcoli per stabilire l’offerta congrua per gli appalti. Così è stato fatto e i lavori sono stati affidati in via provvisoria alla ditta Athena, di Napoli. Dopodiché, alcune ditte escluse hanno contestato i calcoli fatti da noi. È cominciato un balletto, con sentenze su altri casi a favore e contro la nostra scelta. A questo punto siamo andati avanti e abbiamo proceduto all’aggiudicazione definitiva. Ora si attende il via della Ragioneria». «Entro fine anno comunque», ha aggiunto, «dobbiamo chiudere i lavori, altrimenti perdiamo i fondi Par-Fesr. Vediamo cosa succede, perché c’è il rischio di ricorsi». «Questo lotto», ha avvertito, «non restituisce il teatro alla città, manca un terzo lotto per realizzare gli interni. Con il secondo, tuttavia, rifaremo il tetto e alcuni servizi, mentre con l’ultimo dovremo procedere agli interventi per l’acustica che dovranno essere progettati». In cassa per il secondo lotto ci sono 1,5 milioni, mentre per il terzo mancano i fondi.
Poi, il tecnico ha affrontato la questione della Città della musica. «Io ho seguito il percorso della mediateca», ha precisato, «devo completare alcune procedure, ma non riesco a farlo perché mancano 40mila euro in bilancio per fare il collaudo degli impianti. A seguire le altre opere, cioè la realizzazione delle stanze della scuola di musica e l’appalto per gli arredi. I soldi sono stanziati nel Masterplan della Regione». (a.ben.)
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