Microattività alimentari in casa, c’è la guida

Sul bollettino della Regione il regolamento per chi opera nel settore. Si stima che siano almeno 5mila
PESCARA. E’ stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione Abruzzo del 13 marzo scorso la proposta di guida per le microattività domestiche alimentari, approvata dalla giunta abruzzese con la delibera n. 524/2018 che recepisce la legislazione europea. La guida è indirizzata soprattutto ai Comuni chiamati a rilasciare i permessi per le attività.
Il provvedimento mira a normare il settore delle aziende che lavorano attraverso la conoscenza e la diffusione delle ricette tradizionali e dei prodotti tipici abruzzesi e istituisce il relativo Albo regionale, conferendo altresì maggiori tutele al consumatore.
Nel testo sono specificati gli elementi che definiscono le microattività domestiche alimentari; i requisiti fiscali, di esercizio e quelli dell’immobile destinato ad ospitare le stesse; le caratteristiche delle materie prime e dei prodotti destinati alla somministrazione. Gli articoli 7 e 8 delineano rispettivamente la disciplina dei controlli e il funzionamento dell’Albo regionale.
Lo scopo della delibera regionale è di supportare le microattività domestiche alimentari e offrire nuove fonti di reddito all’imprenditore e nuove occasioni occupazionali. In Abruzzo si stima che vi siano 5.000 aziende operanti nel settore, e la regione è stata tra le prime a aver fatto un regolamento di questo tipo.
Per la guida si parla di Microattività domestiche alimentari nel caso di “un’attività produttiva esercitata individualmente all’interno della residenza della persona fisica, che ha per scopo la piccola produzione di beni alimentari fabbricati secondo tradizione e ricette tipiche destinati alla vendita al minuto». Tra i requisiti posti all’attività è che non dia un reddito superiore a 5 mila euro l’anno al netto delle spese documentate; che l’attività sia saltuaria e occasionale e svolta nella residenza dell’esercente; l’esercente è tenuto a rilasciare una ricevuta fiscale (a queste attività viene applicata la normativa fiscale previste per le attività saltuarie d’impresa). La titolare o il titolare dovrà per questo comunicare le giornate in cui effettua la lavorazione e deve essere in possesso di un attestato di idoneità in materia di igiene degli alimenti. L’iscrizione all’Albo avviene su domanda dell’interessato dopo aver acquisito la documentazione della Scia dal comune.

