Micron rilancia e punta sui cervelli locali

4 Giugno 2019

Avezzano. Parla Mehrotra, presidente della multinazionale: «Qui progettiamo il futuro e valorizziamo talenti femminili»

AVEZZANO. I moderni laboratori che rincorrono il futuro s’affacciano sulla piana del Fucino e sul monte Velino, qui dove Micron ha deciso di cullare un centinaio di cervelli visionari, in gran parte abruzzesi. Quelli che pensano i piccolissimi dispositivi usati nel mondo, che immagazzinano dati e finiscono in smartphone, tablet, pc, in tutte le connessioni con i computer cloud o anche nei sistemi informatici delle auto. Sanjay Mehrotra, presidente e Ceo di Micron Technology, co-fondatore di SanDisk, e April Arnzen, vicepresidente senior della Risorse umane della multinazionale americana, hanno inaugurato il nuovo stabilimento, realizzato negli ex locali di Sviluppo Italia ad Avezzano.
È giusto affermare che in Micron si fondono tradizione e innovazione?
«In un certo senso sì. La nostra è una compagnia che ha 40 anni di storia, nata nel 1978 a Boise, in Idaho, Stati Uniti. Una fantastica azienda che si è concretamente concentrata sulle memorie, che produce tutti i dispositivi usati oggi. Le memorie sono suddivise in ram e flash. Micron ha contribuito a questo mercato con oltre 40.000 brevetti, circa mille all’anno e in media tre al giorno. La compagnia ha costruito la sua leadership attraverso innovazione, tecnologia e capacità di costruzione. Al giorno d’oggi abbiamo circa 35mila dipendenti nel mondo e operiamo con 17 aziende differenti. Sviluppiamo, produciamo e vendiamo d-ram e flash che sono importanti per la crescita della tecnologia. Se ci pensate bene, tutto al giorno d’oggi si basa sull’economia dei dati, sui big data per intenderci, e si riferisce tutto all’economia del cloud, all’internet delle cose, la casella delle 5G, la comunicazione con miliardi di dispositivi sul pianeta, inclusi i vostri smartphone, ma anche l’apprendimento macchina per macchina e l’automazione nelle fabbriche. Tutto questo ammontare di intelligenza artificiale produce una grande crescita e cambia in positivo la nostra vita, anche dal punto di vista della salute o dal punto di vista dell’esperienza. Il futuro? Posso affermare con certezza che il meglio deve ancora venire. Le nostre opportunità di lungo termine sono tremende».
Il ruolo di Avezzano?
«Siamo in 600 in Italia, in 5 differenti località e questa di Avezzano è la location più antica. Nel team di Avezzano lavorano circa 100 persone, più che altro ingegneri che stanno sviluppando i nostri prodotti flash. Gli ingegneri che lavorano qui comunicano con quelli di San José in California, ma anche con gli ingegneri che sono in India o in Giappone. Tutti lavorano come se fosse un unico team. Molte delle innovazioni che rendono tutto ciò possibile sono state supportate dalla squadra ad Avezzano. Siamo molto fieri, in Abruzzo si sta facendo davvero un ottimo lavoro. Ad Avezzano si concentra un terzo della produzione sviluppata per le memorie flash. Il personale è estremamente qualificato, come potete immaginare, ma siamo anche riusciti a portare qui una forza lavoro fresca, persone appena laureate. E parecchie di queste vengono dalle Università dell’Aquila o di Roma e siamo riusciti quindi a trasferire la loro conoscenza dal mondo universitario a quello del lavoro».
C’è collaborazione con gli atenei?
«Abbiamo una grande partnership con queste università e con professori che ci aiutano a portare nell’azienda gli studenti migliori. C’è un turnover molto basso, quindi significa che le persone amano lavorare da noi e non vanno a lavorare per altre compagnie. Nell’anno fiscale 2017-2018, Micron ha realizzato profitti per 30 miliardi di dollari e questo fa di noi la quarta più grande azienda del settore nel mondo e la seconda negli Usa. Abbiamo costruito questa azienda grazie soprattutto alla qualità dei dipendenti. Abbiamo anche una forte partnership con il Politecnico di Milano».
Abbiamo parlato di talenti. Avete qualche programma particolare per le donne?
«Per la compagnia la diversità di genere è molto importante. Abbiamo un team che si chiama Micron women leadership network e ci sono qui ad Avezzano 15 membri. Stiamo incentivando le iniziative che supportano l’avanzamento della carriera delle donne per sviluppare il loro potenziale e per far successo nella compagnia. Questo network lo stiamo sviluppando ad Avezzano».
Le tensioni fra Usa e Cina avranno impatto su Micron?
«Micron ha una compagnia molto diversificata che si sviluppa a Taiwan, Singapore, Giappone, Malesia. E quindi siamo capaci, vista la nostra diversificazione, di livellare questi fenomeni. Ma le tensioni tra Usa e Cina impattano fortemente il nostro business. Non so come andranno a finire le cose, continueremo a monitorare la situazione e a modificare i nostri piani finanziari se sarà necessario, così da adattare la nostra strategia ai cambiamenti di tensione tra queste due nazioni.
Investimenti sulle persone. È la parola chiave?
«Certo, investiamo. Anche nell’educazione a livello scolastico dei bambini. È importante il nostro rapporto con le comunità. Abbiamo dei programmi di volontariato per gli impiegati nella nostra azienda e il nostro obiettivo, durante quest’anno, è che gli impiegati di tutto il mondo contribuiscano per 150mila ore in totale di volontariato. Anche i membri del nostro team ad Avezzano sono occupati in attività di volontariato e in attività con comunità».
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