Migliaia alla processione La città prega per la pace con i profughi ucraini

Al corteo erano assenti i simboli della passione a causa del conflitto Il vescovo Valentinetti ai giovani: «Non fidatevi di chi vuole la guerra»
PESCARA. Una folla di oltre cinquemila persone ha partecipato alla prima processione del venerdì santo con il solo Cristo morto e la Madonna, a due anni dall’inizio della pandemia e nel pieno di una guerra. Pescaresi e ucraini fianco a fianco in un «corteo mesto e carico di preghiera per la pace», ha detto monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, durante la benedizione sul sagrato della cattedrale di san Cetteo, poco prima «dell'andate in pace». Una celebrazione spogliata dei tradizionali simboli della passione «perché la passione sta entrando prepotentemente nelle nostre case con le immagini delle uccisioni, distruzioni e morte», ha proseguito il vescovo. «Questa processione avviene in comunione con i fratelli ucraini ospiti in mezzo a noi per trovare accoglienza e pace», ha detto. «Stasera la città di Pescara ha risposto coralmente a questo pellegrinaggio di fede e ai giovani dico: “scrivete pagine nuove, non fidatevi degli adulti che vogliono la guerra”».
Il corteo dei fedeli è partito, in una serata mite, alle 19.30 dal santuario del Sacro Cuore e ha percorso lentamente, scandito da canti sacri, letture dei Vangeli e inni alla pace e alla non violenza diffusi dagli altoparlanti, corso Vittorio Emanuele, via Marconi e via Conte di Ruvo fino ad arrivare in cattedrale alle 20.30. A seguire il Cristo Morto, portato a spalla da una ventina di Guardie d'onore del Sacro Cuore e protetto da due carabinieri in alta uniforme, il vescovo Valentinetti, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, Carlo Masci alla sua prima processione da sindaco, il presidente del Consiglio comunale, Marcello Antonelli, amministratori, rappresentanti delle forze dell’ordine, con i controlli affidati alla polizia locale coordinata dal comandante Danilo Palestini. La statua della Madonna portata a spalla, a turno, dalle associazioni di Protezione civile, vigili del fuoco e alpini della sezione Abruzzo di Pescara guidati da Giovanni D'Onofrio. Tra due ali di folla, il raccoglimento di decine di scout Agesci e della Federazione scout europea, i volontari della Croce Rossa e delle Misericordie, della Guardia civile ambientale, della Protezione civile Val Pescara e Volontari senza frontiera, finanzieri in pensione, gruppi Unitalsi, le suore del Ravasco e di altri ordini.
Lungo il percorso, c'è chi ha immortalato la celebrazione col telefonino: «La terrò per ricordo», ha detto Francesca, arrivata da Pompei per assistere all'evento con gli amici pescaresi, «è una gioia ritrovarsi tutti insieme, dopo la pandemia». I coniugi Giovanni e Loredana Di Berardino, ex scout Fse Pescara 3, fedeli della parrocchia di San Giuseppe: «E' sempre una grandissima emozione la processione del venerdì santo, ne abbiamo sentito la mancanza in questi anni e ora andiamo a vedere quella dei Colli». Vincenzina, stretta alla figlia Maria Giovanna, è un’infermiera dell'ospedale di Pescara: «C'è tutta Pescara a manifestare la pace». Alle 20.37 la chiusura della processione con la benedizione del vescovo alla folla, il suono delle campane e il rientro del Cristo Morto e della Madonna a San Cetteo per dare il via alla veglia di preghiera dei devoti.

