Migranti da Lampedusa: in 200 spediti in Abruzzo

31 Luglio 2020

Distribuiti in sei comuni su ordine del governo. La Regione: «Rischio focolai»

L’AQUILA. Duecento migranti dalla Sicilia distribuiti tra L’Aquila e cinque paesi d’Abruzzo. Sono in viaggio da ieri in pullman dopo che è stata svuotata una delle tensostrutture di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento: duecento nordafricani con destinazione Abruzzo e 120 per il Molise. L’arrivo, previsto nella giornata di oggi, è stato comunicato ieri nel corso di un vertice negli uffici della prefettura dell’Aquila. Decisione adottata dal governo Conte in base all’apposita ordinanza firmata da Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale. Stando ai dati del ministero dell’Interno, al 15 luglio erano 1.637 gli immigrati presenti nel sistema di accoglienza in Abruzzo.
ECCO LE DESTINAZIONI. Il provvedimento ministeriale dispone che 30 saranno ospitati nella Marsica – venti a Canistro e dieci a Civita d’Antino – venti in una struttura di Pettino, quartiere dell’Aquila, 50 a Moscufo nel Pescarese e altrettanti a Gissi (Vastese) e a Civitella del Tronto (provincia di Teramo). Inizialmente, si era ipotizzato di accogliere parte dei migranti nell’Interporto di Avezzano ma vista la vastità dell’area sarebbe stato complicato assicurare un controllo dettagliato. I duecento migranti saranno obbligatoriamente sottoposti a un periodo di quarantena. In prefettura è stato spiegato, alla presenza di Massimo Verrecchia, capo della segreteria di Marsilio in rappresentanza della Regione, che tutti gli ospiti sono stati sottoposti ai controlli sanitari per scongiurare contagi da coronavirus. Ma alle Asl, com’è stato nel caso di Pettorano sul Gizio, si chiede di sottoporre a tampone i 200 migranti. Ciò non basta a placare le polemiche.
MARSILIO: «NOI CALPESTATI». Fortemente contrario all’arrivo dei migranti il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. «Il governo adotta politiche sbagliate, calpestando i territori», sottolinea, «i sindaci sono stati avvisati quando i migranti erano già in viaggio, devono subire questa imposizione e siamo loro vicini. Vigileremo affinché non accadano spiacevoli problemi in una regione dove siamo riusciti a contenere la diffusione del virus. Vigileremo, visti i precedenti, per scongiurare il rischio di focolai».
INQUIETA IL CASO PETTORANO. Marsilio fa riferimento a quanto accaduto a Pettorano sul Gizio in Valle Peligna. Otto richiedenti asilo ospiti della struttura di accoglienza Cas nella frazione di Ponte d’Arce sono risultati positivi al tampone. Erano arrivati in 12 nella notte tra il 15 e il 16 luglio scorsi, provenienti da Lampedusa, con esito negativo dei test sierologici effettuati allo sbarco. I tamponi Asl hanno dimostrato il contrario. Gli operatori della struttura sottoposti a tampone sono risultati negativi, mentre tre tunisini che erano in quarantena sono stati riacciuffati a Sulmona dopo una breve fuga. Inevitabili le polemiche, con tanto di sit-in della Lega.
FIORETTI: «RISCHIO FOCOLAI». L’assessore regionale alle Politiche sociali, il leghista Piero Fioretti, ha espresso «il più totale dissenso, anche a nome del governo regionale, in merito all’arrivo in Abruzzo dei migranti», ribadendo che «andranno obbligatoriamente accolti e trattati in logica Covid-19, con ogni restrizione e precauzione del caso, a tutela dei cittadini abruzzesi». Aggiunge Fioretti: «Come hanno dimostrato gli ultimi accadimenti, non è possibile alcuna rassicurazione rispetto al controllo di possibili contaminazioni».
Fioretti ha rappresentato in prefettura «ogni motivato dissenso, soggettivo ed oggettivo, in logica sia politica che territoriale», anche sulla base «dell’emergenza epidemiologica in atto nonché della crisi economica post pandemica che stiamo attraversando». Sempre secondo l’assessore «non sono trascurabili gli aspetti negativi in riferimento alle caratteristiche turistiche di ogni realtà abruzzese e il rischio concreto di apertura a focolai di infezione che, sino ad ora, l’Abruzzo ha scrupolosamente evitato attraverso una politica sanitaria e, più in generale, di gestione della circolazione delle persone attenta ed oculata, con l’evidente impegno e sacrificio di tutta la popolazione abruzzese che, in questo caso, sarebbe vittima inerme delle decisioni del governo nazionale». Dello stesso tenore la presa di posizione di Etel Sigismondi e Guerino Testa, rispettivamente coordinatore regionale e capogruppo in consiglio di Fratelli d’Italia.
SOSPIRI: «INACCETTABILE». Prende posizione anche Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, in particolare per l’arrivo di 50 migranti a Moscufo, nel Pescarese. «Riteniamo assolutamente inaccettabile, improponibile e illogica la decisione di portare 50 soggetti, appena arrivati in Italia con gli ultimi sbarchi illegali, in un Cas di Moscufo», afferma Sospiri, «una scelta non condivisa con alcuna autorità territoriale, calata dall’alto su una popolazione già duramente colpita dall’emergenza Covid-19, peraltro al confine con una ex Zona rossa. L’Abruzzo non intende ricominciare con la tarantella di una finta solidarietà, basta sbarchi e basta scaricare sulle amministrazioni locali delle responsabilità che fanno capo solo a un governo irresponsabile. Capita che, colpa del solito irresponsabile buonismo, in poche ore ci siano migliaia di sbarchi, capita che si trovino saturi i centri di prima accoglienza e capita che l’unica soluzione che si è capaci di trovare è quella di smistare quelle migliaia di immigrati, buona parte dei quali positivi e sintomatici al Covid-19, nei piccoli centri d’Italia. E così capita anche che in una riunione privata in prefettura si decida di prendere 50 di quegli immigrati clandestini e di sbarcarli in un centro come Moscufo, poco più di 3.100 abitanti».
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