Milano guida la classifica E’ la prima smart city seguita da Roma e Firenze

PESCARA. Agli italiani piace il wifi libero non solo perché non costa nulla ma perché dà la sensazione di vivere in città più democratiche e moderna. Altrove, ma non in Abruzzo, è così. Prendiamo...
PESCARA. Agli italiani piace il wifi libero non solo perché non costa nulla ma perché dà la sensazione di vivere in città più democratiche e moderna. Altrove, ma non in Abruzzo, è così. Prendiamo Milano, la città italiana più smart. Da un’inchiesta di Panorama risulta che il capoluogo lombardo, dal 2012 ad oggi, grazie soprattutto agli investimenti stanziati per Expo 2015, è stato disseminato di hot-spot, tanto da diventare la prima città italiana e una delle principali d'Europa per numero di connessioni pubbliche gratuite. Qualche anno fa i numeri, che oggi sono persino cresciuti, erano questi: 370 aree collegate, 200mila utenti iscritti (oltre 400 nuovi iscritti al giorno).
Numeri che ponevano Milano al secondo posto in Euriopa, dopo Barcellona, in fatto di accessi gratuiti a Internet. Nella classifica delle smart city dopo Milano c’è Roma, quindi Firenze, Verona e Genova. Se invece tentiamo di dare un numero totale di postazioni wifi frre, considerando non solo le aree pubbliche gratuite ma anche i collegamenti offerti da ristoranti, alberghi, bar, scuole e università, parliamo di oltre ventimila postazioni. Ed è un dato in continuo aggiornamento. Per ciò che riguarda invece il diritto alla privacy, c’è da dire che il Decreto del Fare, di un paio di anni fa, ha abrogato l’obbligo di identificare gli utenti che accedono a Internet tramite hot-spot wifi comunali, di ristoranti, pub e locali pubblici in genere. Ma non significa che gli utenti possano collegarsi liberamente a qualsiasi rete pubblica. La legge infatti lascia ai Comuni e ai gestori degli accessi Internet gratuiti la facoltà di richiedere o meno l’autenticazione alla rete. Solo in questo modo ci si tutela dalla responsabilità di eventuali attività illecite comele truffe o lo scambio di materiale pedopornografico. Così viene richiesto l’inserimento delle credenziali.
«La prassi più diffusa è quella basata sulla registrazione via sms: si cerca una rete open con un dispositivo dotato di ricevitore wifi, ci si collega e si apre il browser Internet. Alla comparsa della pagina di benvenuto l'utente deve quindi inserire il suo numero di cellulare e attendere la ricezione di una password», si legge su Internet. Oltre alla copertura istituzionale offerta dai Comuni e dalle pubbliche amministrazioni, è possibile trovare hotspot gratuiti negli esercizi commerciali. E’ un investimento che in qualche modo aiuta il commercio a sfidare la crisi. Infine per sapere dove sono dislocati gli accessi gratuiti nelle varie città italiane è sufficiente utilizzare uno dei tanti motori di ricerca per la localizzazione degli hotspot, oppure le applicazione dedicate per smartphone. Basta digitare le coordinate geografiche per avere un elenco aggiornato dei luoghi in zona (alberghi, ristoranti, aeroporti, librerie, bar, negozi e luoghi aperti al pubblico) dove è attivo un collegamento a Internet wifi.

