Milano-Lecco, incidente fotocopia

10 Marzo 2017

In ottobre automobilista morto in circostanze analoghe. Pilone crollato sull’A19

LECCO. C’é il tragico precedente di un ponte crollato su una strada di grande scorrimento avvenuto in provincia di Lecco il 28 ottobre nel comune di Annone Brianza. A cedere fu il cavalcavia che sovrasta le corsie della trafficata superstrada 36 Milano-Lecco. Stava transitando un camion con un carico speciale, quando la struttura collassò, provocando un morto e quattro feriti. Era un venerdì pomeriggio ed era già iniziato il traffico del rientro dai luoghi di lavoro. La vittima, che passava sotto il ponte alla guida della sua auto, si chiamava Claudio Bertini, 68 anni, di Civate (Lecco), sposato, una figlia, professore di educazione fisica in pensione e dirigente di una società sportiva milanese. Era ormai arrivato a casa, quando il ponte crollò.

Il camionista venne ricoverato con traumi al torace. All’ospedale di Lecco vennero trasportate anche altre tre persone, tra le quali una bambina, rimaste ferite in maniera non grave. Miracolosamente illeso Roberto Colombo, 37 anni, di Cesana Brianza, anche se la sua auto rimase schiacciata. A salvarlo fu tra l’altro una forte sterzata istintiva a destra, verso il guardrail. La strada statale 36 “del lago di Como e dello Spluga” venne riaperta al traffico in entrambe le direzioni solo tre giorni dopo la tragedia, una volta rimosse e repertate le macerie. A quattro mesi e mezzo dalla tragedia, in corrispondenza del crollo del ponte rimane solo la strada sovrastante la 36 interrotta da barriere. L’ultima denuncia pubblica è quella del sindaco di Suello, Carlo Valsecchi: «Gli organismi che dovrebbero intervenire ci sono, mancano i soldi, 4 milioni di euro - ha detto - E da quando il ponte di Annone è crollato, l’uscita dalla statale 36 di Suello ha subìto un elevato incremento di traffico che l’ha usurata pesantemente. La Provincia ci ha comunicato di non avere i soldi».

Un altro episodio simile avvenne, senza provocare vittime, nell’aprile 2015 sull’autostrada A19 Palermo-Catania: uno dei piloni del viadotto Himera cedette, provocando la chiusura dell’autostrada e conseguentemente la Sicilia rimase tagliata in due per mesi. Non vi furono feriti. Il cedimento venne provocato dallo smottamento di una collina. I lavori cominciarono il 7 agosto, 4 mesi dopo la chiusura al traffico del tratto d’autostrada. Il dicembre successivo furono demoliti i 200 metri di viadotto in direzione Catania. Ora l’autostrada è percorribile solo su una delle due carreggiate.