Mille donatori Fidas salvano 4 persone da una malattia rara

I volontari del sangue chiamati d’urgenza a Ematologia Grazie a loro guariti pazienti di Pescara, Silvi e Vasto
PESCARA. Quattro pazienti affetti dalla stessa malattia rara, ricoverati d'urgenza e salvi grazie a mille donatori di sangue. E' la storia a lieto fine accaduta nell'ospedale civile di Pescara alcune settimane fa, ma è soprattutto una storia di grande professionalità e altruismo che ha coinvolto il Centro trasfusionale, il reparto di Ematologia e l'associazione Fidas donatori di sangue.
Quattro abruzzesi in età adulta, due donne e due uomini, sono stati colpiti quasi in contemporanea dalla Porpora trombotica trombocitopenica, conosciuta anche come PTT o sindrome di Moschcowitz. Si tratta di una malattia rara caratterizzata da anemia emolitica, piastrinopenia e sintomi neurologici.
«Questa patologia può avere un esordio in modalità acuta anche con sintomi drammatici, e un decorso spesso fulminante», spiega il direttore del Centro trasfusionale Patrizia Accorsi, che aggiunge come «sia del tutto eccezionale trovarla con un'incidenza tale, visto che colpisce al massimo quattro persone ogni milione di abitanti".
La PTT, che non è una malattia contagiosa, è però molto impegnativa dal punto di vista della diagnosi, che deve essere immediata, e della cura, che implica lo scambio plasmatico. In sostanza, bisogna togliere il plasma del paziente e mettere al suo posto il plasma del donatore. «Per poter sostenere la terapia dedicata ai quattro pazienti», continua la Accorsi, «abbiamo dovuto garantire ogni giorno la donazione di sangue corrispondente a quella di 30 donatori, per un intero mese. In più, abbiamo continuato ad assicurare il supporto trasfusionale per tutti gli altri pazienti, ininterrottamente».
Un lavoro imponente che ha coinvolto la Fidas Pescara, i suoi volontari e i suoi donatori. Questi ultimi, chiamati con impellenza, hanno risposto prontamente e per un mese hanno sostenuto questa grave urgenza. Più di mille donatori, donne e uomini, giovani o più in là con gli anni, tutti uniti per un unico scopo: salvare la vita di persone a loro sconosciute.
«I donatori Fidas, più di altri, sono sensibilizzati alla donazione in aferesi (donazione di plasma) perché sono abituati a fare procedure di questo genere», afferma la dottoressa, «e nel momento in cui abbiamo necessità così impellenti e importanti, intervengono immediatamente, così riusciamo a colmare situazioni drammatiche che si possono presentare all'improvviso. Il fatto di gestire in materia flessibile la donazione, ci permette di avere questi risultati».
I quattro pazienti, provenienti da Vasto, Pescara e Silvi, sono stati tutti dimessi, anche se dovranno continuare le cure. «Sono stati ricoverati più di un mese in Ematologia e hanno risposto brillantemente sia allo scambio plasmatico sia al trattamento farmacologico», conclude la Accorsi, «risolvendo completamente il quadro clinico che presentavano all'esordio».
Quei mille donatori, e i tanti altri che ogni giorno si prodigano nel totale anonimato per aiutare gli altri, sono gli eroi di questa storia, e a loro va il pensiero della presidente Fidas Anna Di Carlo.
«I nostri donatori», afferma, «qualsiasi cosa accada in questo ospedale, sono sempre pronti a tutto. Appena vengono chiamati non si tirano indietro ma danno piena e immediata disponibilità, rappresentano la forza e l'altruismo di quella parte sana della società. Le nostre porte sono aperte a quanti vogliono intraprendere la meravigliosa avventura del dono del sangue».
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