Mille donne chiedono aiuto: aiutateci a fermare gli abusi

21 Novembre 2018

Aumentano le segnalazioni all’associazione Ananke, dal 2013 sono quasi 3mila

PESCARA. Quando gli uomini «non riescono a gestire le emozioni», le donne vengono violentate: psicologicamente, fisicamente, sessualmente, economicamente e, continuamente, stalkizzate. Sono 963 le richieste di aiuto, da parte di donne, molte pescaresi, spaventate e impotenti, pervenute da novembre 2017 a ottobre 2018 al Centro antiviolenza Ananke di via Tavo 248, presieduto da Doriana Gagliardone, che opera da 13 anni sul territorio.
Sono numeri in costante aumento «perché le donne stanno prendendo sempre più consapevolezza delle loro problematiche» e, dunque, trovano la forza e il coraggio di denunciare perché «stanche di subire o perché temono di essere uccise». Sollecitate dai «numerosi casi di cronaca e dalle continue campagne di sensibilizzazione», a un certo punto, trovano la forza e il coraggio di interrompere la spirale di violenza che «le imprigiona» e decidono di comporre il numero del centro antiviolenza: 085 4283851 (info@centroananke.it) oppure, rete nazionale, antistalking 1522.
Domenica 25 novembre, sarà la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza” contro le donne. Violenza che «per troppe donne è ancora pane quotidiano». Ecco perché domenica in piazza Sacro Cuore i volontari dell’associazione distribuiranno oltre 200 rosette di pane offerte dal panificio Giglio di Roberto D’Intino e in volo si libreranno palloncini colorati recanti i nomi di vittime del femminicidio, per tutti quello di Jennifer Sterlecchini. Come ogni anno, in occasione della giornata di sensibilizzazione, il centro Ananke (il fato in greco) rende noti i numeri della corposa attività di accoglienza svolta nell’ultimo anno.
Ieri, la conferenza stampa di presentazione dei dati a cui hanno partecipato l’assessore ai Servizi sociali Antonella Allegrino, Maria Carmela Minna, servizi sociali della Asl, la psicoterapeuta Sara Di Giovanni, l’operatrice Cristiana Cassano e Maria Rosa De Fabritiis, referente dello sportello Ananke dell’alberghiero De Cecco.
Sono 963 le donne che hanno effettuato quella «telefonata che costituisce il primo passo per uscire dalla violenza», di cui 803 provenienti da donne che hanno chiesto appuntamento e informazioni, 183 sono state prese in carico, 45 lo erano dagli anni precedenti, 160 chiamate arrivate dalla rete territoriale antiviolenza. Delle 138, 112 sono pescaresi, molisane, italiane, 26 sono europee, africane, asiatiche, sudamericane e hanno tra i 14 e gli oltre 60 anni. Dal 1° novembre 2013 a oggi, sono arrivate ad Ananke 2882 chiamate, 575 sono andate a buon fine e sono state prese in carico dal centro. Le persone che richiedono assistenza arrivano attraverso amici, associazioni, scuole, centri antiviolenza, forze dell’ordine, servizi sanitari.
In 121 hanno denunciato violenza psicologica, sessuale (22), economica (57), stalking (28), violenza fisica (104). I loro aguzzini sono partner ed ex compagni, familiari, conoscenti, sconosciuti, hanno tra i 18 e i 60 anni e sono italiani (117) e stranieri (6). Nel 79% dei casi, le donne che subiscono violenze, sono anche madri, 86 i bambini che hanno assistito a ogni genere di orrori.
Il presidente di Ananke, Gagliardone, ha chiesto la «collaborazione dei panifici per dare lavoro alle donne maltrattate». La psicoterapeuta Di Giovanni ha parlato del progetto Samina per la formazione delle «mediatrici di accoglienza, nuove figure professionali da impiegare nei consultori, nei centri antiviolenza, in supporto alle forze dell’ordine». Infine, sarà creata la «carta della buona accoglienza».
Minna, della Asl, ha reso noto che «i consultori metteranno a disposizione ostetriche, assistenti sociali, ginecologi per il sostegno alle donne migranti e ci saranno operatori che affronteranno i temi dei matrimoni forzati o precoci e le mutilazioni genitali».