Mille firme per abbattere il Sirena

Tanti i cittadini favorevoli a una riqualificazione della piazza
FRANCAVILLA. Sono state oltre mille le firme raccolte ieri mattina a Francavilla in sole tre ore per dire sì all'abbattimento dello storico palazzo Sirena.
Nei due banchetti organizzati dall'amministrazione comunale, guidata da Antonio Luciani, in piazza Adriatico e piazza Sirena, i cittadini, dalle 10 alle 13, hanno firmato una petizione il cui contenuto è il seguente: «Credo nella necessità di riqualificare piazza Sirena attraverso l'abbattimento del palazzo inutilizzato e chiuso da oltre trenta anni».
Soddisfatto, per l'esito dell’iniziativa, il primo cittadino. «Sono incredibili l'entusiasmo e la partecipazione dimostrate dai cittadini», ha affermato il sindaco di Francavilla, «in appena tre ore, oltre mille persone hanno firmato per l'abbattimento della Sirena».
«Una città che vuole cambiare, protesa al futuro», ha aggiunto Luciani, «ancor più incredibile l'atteggiamento dei leoni da tastiera che dicono “no” a prescindere e che non ne vogliono sapere della volontà popolare».
«Loro sono il centro del mondo», ha osservato il primo cittadino, «quattro gatti che senza alcun diritto vorrebbero decidere per tutti. A loro dico che non si può fermare il vento con le mani».
«Sabato prossimo», ha poi rivelato Luciani, «saremo di nuovo sia in piazza Sirena che in piazza Adriatico per raccogliere altre firme».
«Il ministero dei Beni culturali», ha fatto notare il consigliere di opposizione Alessandro Mantini, «ha rilevato l'opportunità di avviare la procedura di vincolo per la tutela di Palazzo Sirena».
« Si tratta di vincolo etnoantropologico e non solo», ha precisato, «per questo ha intimato al sindaco Luciani, per il tempo necessario alla procedura, di non effettuare alcun lavoro e/o opera su tale palazzo che non sia previamente autorizzata dal medesimo ministero».
«La procedura è stata avviata», ha concluso il consigliere di opposizione, «ma, a quanto pare, non è sufficiente a fermare l'amministrazione comunale. Che dire, forse l'amministrazione non ha capito che il parere del ministero è insindacabile, essendo organo superiore che decide sulla scorta di norme di legge, in maniera terza, imparziale e soprattutto apolitica».
Loris Zamparelli
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