Mille in lacrime per l’addio a Mirko

Manoppello: una folla commossa si è stretta attorno alla promessa sposa Fiorella e alla famiglia Barbarossa
MANOPPELLO. La città si è fermata per dare l’ultimo saluto a Mirko Barbarossa, l’operaio 31enne dipendente della ditta Parchi Global Service del gruppo Toto morto tragicamente lunedì mentre era al lavoro sull’autostrada Roma-Pescara, in un tratto compreso tra lo svincolo per l’A/25 per L’Aquila e il casello di Tagliacozzo, investito da un autocarro. L’operaio stava rimuovendo i birilli del cantiere dopo aver concluso la sua giornata di lavoro.
Al suo funerale ieri hanno partecipato oltre mille persone giunte da tutte le zone della città e dai centri vicini. E tanti giovani commossi, suoi coetanei, colleghi di lavoro, che si sono stretti al dolore del fratello Alessio e della promessa sposa Fiorella, inconsolabile, come il papà Enio e la mamma Rosanna, ancora increduli per il destino così amaro che si è abbattuto sul proprio figlio. «Il Signore piange come noi quando la morte sopraggiunge per un giovane lavoratore, bravo, onesto, sincero», ha detto il parroco don Arnaldo La Cioppa durante l’omelia nella messa concelebrata con altri tre sacerdoti, nella chiesa parrocchiale di San Nicola, nel centro storico, e insufficiente a contenere la folla commossa che ha dovuto seguire la funzione religiosa distribuita lungo tutto corso Santarelli.
«Mirko è morto nel modo in cui viveva, lavorando», ha detto il sacerdote rivolto ai genitori, «così come è stato da voi educato e preparato ad affrontare la vita, in maniera semplice ed onesta, rispettosa e ispirata ai valori cristiani». Parole di speranza anche per il fratello, «perché Mirko da lassù avrà modo di starti vicino e di aiutarti», e per la fidanzata alla quale, dopo il corso prematrimoniale, si era promesso da pochi giorni: «Non è facile accettare questo amaro destino, ma giovi pensare che Mirko rientra in un disegno più ampio, più grande quello che il Signore ha voluto per lui». All’uscita della bara dalla chiesa c’era la banda che ha intonato musiche di accompagnamento, mentre gli amici più cari liberavano le colombe, alzavano e distribuivano palloncini bianchi e incendiavano mortaretti in un clima di contenuta emozione e grande, amara partecipazione.
Mirko era un giovane aperto, gioviale, amico di tutti, pronto all’accoglienza, dal cuore puro, come lo hanno voluto ricordare i tanti amici che, pur volendo ricordare la sua gioia, non sono riusciti a contenere il dolore. Il feretro è stato portato a spalla dagli amici lungo tutto corso Santarelli, fino alle porte della città, anticipato dalla banda e dai cuscini di fiori e seguito da una moltitudine di palloncini bianchi. Un corteo mesto e composto che poi ha seguito il carro funebre fino al cimitero del Volto Santo.
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