Mille in lacrime per l’addio al motociclista

Città Sant’Angelo: folla ai funerali di Marco De Luca, tra i colleghi della Barberini e gli amici arrivati in sella alle due ruote
CITTÀ SANT’ANGELO. Una folla immensa, triste e silenziosa ha voluto dare l’ultimo saluto a Marco De Luca, il 32enne di Città Sant’Angelo morto nella notte tra venerdì e sabato, dopo lo schianto in sella alla sua moto sulla riviera, vicino ai Grandi alberghi. Erano oltre mille le persone presenti, ieri pomeriggio, nella chiesa di Sant’Agostino, a Marina di Città Sant’Angelo. Troppe, anche per la capienza della struttura stessa, non in grado di contenerle, così da obbligarle ad assistere da fuori alla funzione.
C’erano i suoi colleghi della Barberini, l’azienda che produce lenti in vetro, dove Marco lavorava insieme al padre Alfonso e al fratello Francesco, seduti in chiesa accanto alla mamma Novella e alla sorella Federica. Ma c’erano anche tanti ragazzi con cui Marco condivideva l'amore per la moto, giunti in sella alle loro motociclette, con tanto di casco e divisa, un omaggio al loro amico, tradito proprio dalla sua passione. Nulla, però, è servito ad alleviare un dolore tremendo: le lacrime e i singhiozzi, all'interno della chiesa, rimbombavano tra le parole di don Antonio Rapagnetta. La famiglia è arrivata unita, abbracciata, quasi a volersi far forza e così è rimasta fino alla fine, quando è uscita sommersa dal pianto e dagli abbracci di amici e parenti. «Non esistono parole in grado di consolare un genitore quando viene a mancare un figlio così giovane», ha detto durante l'omelia don Antonio. «In questi momenti bisognerebbe solo stare in silenzio e affidarsi al sollievo che ci può dare Nostro Signore, affidandogli tutto il dolore che si ha addosso affinché lui possa donarci sollievo». Dopo una messa di oltre un'ora, all'uscita due ali di folla hanno salutato Marco, insieme ai palloncini bianchi, lasciati volare in cielo e accompagnati dall'applauso di tutti i presenti. Infine, il rumore delle moto ha aperto il corteo verso Città Sant'Angelo, dove il giovane sarà tumulato.
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