Mille maestre da febbraio senza posto

21 Gennaio 2018

Lo Stato temporeggia ma l’avvocato dei laureati ricorre alla Corte dei conti contro gli insegnanti che hanno solo il diploma

PESCARA. «Per accelerare la fuoriuscita dei diplomati alle magistrali dalle graduatorie a esaurimento, i primi di febbraio si avvieranno delle procedure ad hoc, che di certo richiameranno al dovere tutte le parti coinvolte, probabilmente facendo perdere il sonno a diversi docenti».
A parlare è l'avvocato Antonio Gabrieli che, con la collega Giada Ficarelli, ha assistito davanti all'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato l'esercito dei precari storici della scuola ai quali si sono uniti i laureati: qualcosa come 100mila docenti italiani che hanno vinto la battaglia finale contro i semplici diplomati alle magistrali. Questi, che sono oltre 40 mila, non hanno più diritto di far parte della graduatoria a esaurimento (Gae). E chi di loro ha ottenuto il posto, oltre 6 mila, ora dovrà abbandonarlo. Così hanno stabilito, a dicembre, i giudici con la sentenza plenaria. In Abruzzo sono mille le maestre, con diploma conseguito prima del 2001, colpite dal provvedimento. Ma lo Stato tarda ad applicare la sentenza. E gli avvocati dei vincitori hanno deciso di intraprendere una nuova battaglia: una mega diffida al ministro Valeria Fedeli a ottemperare la sentenza. E poi un ricorso alla Corte dei Conti perché ci sarebbe anche un danno all'Erario per ogni giorno in più di insegnamento concesso ai diplomati alle magistrali. «Nella Gae hanno diritto di rimanere - sino all’ottenimento dell’immissione in ruolo - esclusivamente i precari storici, ovvero quei docenti che da diversi anni, e in diversi casi da alcuni decenni, hanno dedicato la loro vita all’insegnamento, hanno studiato ulteriormente rispetto al semplice conseguimento della maturità magistrale, hanno quindi superato un concorso, un corso o un percorso universitario», esordisce l'avvocato Gabrieli. «Il Supremo Collegio della giustizia amministrativa», continua il legale, «ha sancito che le graduatorie ad esaurimento non sono create per permettere l'accesso a chi vorrebbe insegnare col semplice titolo del diploma. L’insegnamento è una delle professioni più importanti per l’intera collettività; agli insegnanti della nostra scuola pubblica affidiamo l’educazione e l’istruzione dei nostri figli, di conseguenza, servono specifiche competenze, acquisibili attraverso lunghi e impegnativi percorsi di studio che non possono essere surrogati attraverso la sola maturità magistrale, nella maggior parte dei casi conseguita anche un ventennio/trentennio prima, senza esser mai riusciti a superare un’ulteriore valutazione da parte dello Stato». I precari storici inseriti nelle Gae sono docenti che invece hanno superato un concorso e conseguito l'abilitazione oppure sono laureati in Scienze della Formazione Primaria. Mentre, sostiene l'avvocato che li rappresenta: «Tra i tanti sconfitti diplomati alle magistrali c’è chi non ha mai lavorato nella scuola, ma che dopo anni e anni passati come casalinga o svolgendo altra attività lavorativa, ha ben pensato di svoltare la propria esistenza, pretendendo di andare a insegnare in virtù del possesso di un mero diploma di maturità conseguito trent’anni prima, spodestando immeritatamente chi aveva invece dedicato la propria vita all’insegnamento e alla formazione professionale».
Sono parole forti quelle dell'avvocato Gabrieli che non lasceranno indifferenti le maestre destinate a perdere il posto: docenti che, dopo la sentenza, hanno scioperato e protestato davanti alla sede del Miur chiedendo un incontro con la Fedeli che, in quell'occasione, ha deciso di coinvolgere l'avvocatura dello Stato per una giusta interpretazione della sentenza. Ma loro, i maestri diplomati, ora si accingono persino a ricorrere alla Corte di Giustizia Europea per inficiare l’operato dell’Adunanza Plenaria. «Il loro fronte può contare su 43.000 persone, dalla nostra parte ci sono invece 20.000 precari storici inseriti nelle Gae e oltre 80.000 laureati in Scienze della Formazione primaria che meritano di ricevere protezione dal parte del Ministero. Ogni differente scelta del Governo», conclude Gabrieli, «comporterebbe un danno erariale». Ed ecco l'annuncio che, da febbraio, partiranno la messa in mora e gli esposti ai giudici contabili.