Mille persone per l’ultimo saluto a Matteo

I funerali del 25enne di Spoltore, gli amici: ci prenderemo cura delle tue passioni. Gli organi donati a Siena, Roma e L’Aquila
MOSCUFO. Il mesto rintocco delle campane che suonavano a lutto ha accompagnato, tra due ali di folla, il bianco feretro di Matteo Santucci nel corteo funebre sfilato lungo le strade di Moscufo, dall’ingresso del centro cittadino fino alla chiesa di San Cristoforo. Morto venerdì in seguito all’incidente avvenuto mercoledì scorso a Catignano, dalla salma del ragazzo sono stati espiantati gli organi: fegato, polmone e reni donati a malati in attesa di trapianto. Per l’addio al 25enne si sono radunate più di mille persone, arrivate soprattutto da Cepagatti dove il ragazzo, assistente bagnante, lavorava nella locale piscina, e da Spoltore, dove il giovane abitava con la sua famiglia in via Dante. La bara, coperta di fiori con sopra la maglietta rossa da bagnino, è stata accolta da bambini e ragazzi, volti giovanissimi impietriti dal dolore, indosso avevano la maglietta azzurra del centro nuoto Santuccione, in mano palloncini bianchi sui quali risaltava il nome Matteo scritto grande in azzurro. Davanti alla processione che avanzava nella centrale via Roma verso la chiesa parrocchiale, due giovani portavano un cuscino di fiori, con un foglio attaccato, l’ultima dedica di un gruppo di amici: «Ci prenderemo cura di tutte le cose che hai amato. Ovunque noi saremo, tu sarai sempre con noi. Ciao Mattè», alcune delle frasi di addio all’amico strappato alla vita troppo presto.
«Non ci sono parole», le parole di don Fulvio Di Fulvio, che ha officiato la messa funebre, «abbiamo bisogno di verità e di certezze, che possiamo trovare nella fede. Il cuore di Matteo continua a battere e non cesserà mai d’amare i suoi cari. Non ci ha abbandonati, è un diversamente vivo. L’amore non muore mai, questo è il paradiso». «Ciao Matteo», il messaggio letto in chiesa da un amico al termine della funzione, «solo qualche giorno fa parlavamo al telefono di come la vita ci avrebbe messo davanti a delle prove per farci diventare adulti. Ci eravamo promessi che avremmo fatto delle nostre vite esempi di gioia e altruismo. Adesso tu non ci sei più, non eravamo pronti a questo, ma ti prometto che resterò fedele alla nostra promessa perché voglio ricordarti con gioia».
Al funerale hanno partecipato i sindaci di Moscufo Alberico Ambrosini e di Spoltore Luciano Di Lorito, che da palazzo di città ha anche diffuso un messaggio di cordoglio per la morte di Matteo Santucci, a nome del Comune. Presenti anche il vice sindaco Enio Rosini e il presidente del consiglio Lucio Matricciani. Partecipazione al lutto è stata espressa con un manifesto anche dalle maestre della scuola elementare Rodari di Cappelle, dove insegna la mamma dello sfortunato giovane. Il padre Lucio e la madre Patrizia hanno dato il consenso per la donazione di organi e tessuti post mortem. Venerdì notte all’ospedale civile sono arrivate le équipe incaricate del prelievo. I polmoni sono andati a Siena, il fegato a Roma e i reni all’Aquila. Non è stato purtroppo possibile per l’équipe arrivata da Palermo prelevare il cuore. Santucci, giovane studente universitario a due esami dalla laurea, tanto appassionato di nuoto che ne aveva fatto un lavoro, mercoledì mattina era in sella alla sua Honda Sh 300 verso Brittoli, quando si è schiantato contro un albero mentre cercava di oltrepassare un gruppo di ciclisti che aveva incontrato sulla strada. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Il giovane è arrivato in ospedale a Pescara che era già entrato in coma irreversibile e non si è più ripreso.
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