Mille studenti universitari chiedono più sale studio

28 Febbraio 2018

Le firme sono state raccolte in poche ore. Saranno consegnate al rettore Caputi Vogliono un posto aperto nel fine settimana dove ritrovarsi per preparare esami

PESCARA. Sono migliaia gli studenti dell’università d’Annunzio iscritti ai corsi di laurea a Pescara, ma per loro le porte dell’ateneo si chiudono il venerdì pomeriggio. Il sabato e la domenica, infatti, non è possibile accedere alle aule studio, in viale Pindaro. Per questa ragione, in poco più di una settimana, i ragazzi hanno raccolto mille firme che, nei prossimi giorni, saranno consegnate al rettore Sergio Caputi e a tutti i rappresentanti delle istituzioni.
A Pescara, città con l'ambizione di diventare un polo universitario riconosciuto a livello nazionale, nel weekend, restano chiuse biblioteche, sale lettura e locali di pertinenza dell'ateneo. L’aspetto più grave è che, fatta eccezione per il centro Lo Spaz, in via del Circuito, i giovani non dispongono di nessuna sala pubblica dove preparare esami, ripassare le lezioni o semplicemente scambiarsi gli appunti con i compagni di studio. Da qui nasce l’idea della petizione online sulla piattaforma change.org, con l’obiettivo di raccogliere più firme possibili da presentare ai rappresentanti istituzionali. A promuoverla è stato uno studente pescarese, Gianmarco Girolami, iscritto al corso di laurea in Servizi giuridici. In una settimana, la petizione intitolata «Apertura di un'aula studio nel weekend a Pescara» ha raccolto quasi mille adesioni. Un numero enorme, che dimostra quanto sia sentito dal popolo universitario il problema della mancanza di spazi pubblici in cui studiare.
«La petizione nasce dal nulla», racconta Girolami, «da una mia iniziativa dopo aver studiato per l'ennesimo sabato in un bar. È incredibile pensare che una città di studenti come Pescara non possa fornire una opportunità che è invece scontata in altri luoghi».
Come ricorda lo studente della d’Annunzio, l’unico spazio pubblico aperto nel fine settimana è il centro aggregativo Lo Spaz, che tuttavia è lontano dall’università, in una zona difficilmente raggiungibile dai ragazzi con i mezzi pubblici. «Per i fuorisede è molto difficile», aggiunge Girolami, «e in più parliamo di uno spazio molto ridotto. Utile, ma sempre affollato».
«Pescara conta migliaia di studenti», si legge sulla petizione su change.org, «è iunta l'ora di aprire la nostra città al senso della cultura: la condivisione. Chiediamo l'apertura di aule studio nel weekend: all'università o in qualunque altro plesso adibito per tale attività. Un piccolo passo che porterebbe enormi benefici».
«Sono cosciente del fatto che la petizione non ha valore giuridico», riprende Gianmarco Girolami, «ma volevo sondare il campo e valutare la sete di cultura dei miei coetanei. La risposta è stata sorprendente, specie per la poca pubblicità avuta. Aspetto ancora qualche giorno, poi inoltrerò queste adesioni agli organi competenti».
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