Mille truffe agli anziani: «Ecco a chi stare attenti»

28 Novembre 2019

Falsi postini, medici, tecnici del gas o amici dei figli pronti a entrare in azione I consigli della polizia in un convegno organizzato da Spi Cgil di Montesilvano 

MONTESILVANO. Sono 1022 le truffe registrate ai danni degli anziani nella provincia di Pescara nel solo anno 2018. Almeno quelle regolarmente denunciate.
I dati sono tuttavia destinati a crescere se, a questo migliaio, si aggiungono tutti gli episodi e i raggiri subiti da chi, per vergogna o per mancanza di possibilità, non si è rivolto alle forze dell’ordine subendo in silenzio l’umiliazione della truffa. Sono questi i preoccupanti dati forniti, ieri pomeriggio, nel corso del convegno promosso dal sindacato dei pensionati Cgil Spi di Montesilvano in collaborazione con la polizia di stato e la polizia municipale, dal titolo “Occhio alle truffe. Io non ci casco”.
In una gremita sala consiliare, i rappresentanti locali del sindacato Paolo Castellucci e Salvatore Colangelo, il comandante dei vigili urbani Nicolino Casale, il vice dirigente della squadra mobile di Pescara Mauro Sablone e il sovrintendente capo della polizia postale Marina Berardocco hanno fornito consigli utili agli anziani su come evitare truffe e raggiri, che diventano ogni giorno più numerosi e variegati, soprattutto a causa dei rischi che corrono anche sul web. Tanti gli esempi citati nel corso del pomeriggio, e contenuti nel manuale consegnato gratuitamente ai presenti, utile a imparare a riconoscere i segnali di un possibile raggiro e poterlo così prevenire e segnalare alle forze dell’ordine.
La maggior parte delle truffe, infatti, si basa sull’ingenuità e sulla buona fede degli anziani che tendono a fidarsi di persone che fingono altre identità: postini, tecnici di luce e gas, forze dell’ordine, operai, amici di figli, medici e infermieri, funzionari di banca o posta, solo per citarne alcuni.
Ci sono poi le truffe probabilmente più odiose, quelle che fanno leva sui sentimenti e che vengono definite “romantiche” anche se di romantico, alla fine, non hanno proprio nulla. Uomini o donne che approfittano della solitudine dell’anziano fingendosi innamorati, ma che poi finiscono per prosciugare il conto in banca lasciando la vittima ancora più sola e disperata. Per non parlare delle truffe che corrono in rete e che vedono, sempre negli anziani, il bersaglio preferito dei malfattori proprio per la loro poca dimestichezza con le nuove tecnologie.
Alla luce di tutti questi rischi, e degli episodi che si sono verificati in più occasioni anche a Montesilvano, è normale che la popolazione della città adriatica abbia paura e mostri preoccupazione. È quanto emerge anche dai dati di un sondaggio realizzato qualche anno fa dalla polizia municipale su un campione di circa 200 persone tra i 65 e i 92 anni sul tema della sicurezza più in generale. Alla domanda “In quale luogo si sente meno sicuro?”, al primo posto compaiono le Poste (26,45%), al secondo la propria abitazione (19,83%) e al terzo il mercato (18,18%). Sugli orari in cui si sentono più minacciati, oltre il 40% degli anziani indica la fascia 18-24, mentre sembra influire poco la stagione: più della metà del campione (56,90%) indica “tutto l’anno”.
Appare interessante anche soffermarsi sui luoghi della città in cui gli anziani di Montesilvano si sentono più a rischio: se la maggior parte di loro indica “in tutti i luoghi/per strada”, al secondo posto della classifica si incontrano via Vestina e corso Umberto, seguite nell’ordine dal quartiere di Villa Verrocchio, viale Aldo Moro, la pineta e via Verrotti. Non sembrano spaventare più di tanto, invece, i quartieri di via Rimini e i palazzoni di via Lazio.
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