Minacce e ricatti sessuali alla compagna
Un 49enne di Pescara a giudizio per maltrattamenti e lesioni: tutto avveniva davanti alle due figlie
PESCARA. È una storia di maltrattamenti in famiglia, che ora dovrà essere vagliata dai giudici del tribunale di Pescara con un pubblico dibattimento, quella che vede imputato un pescarese di 49 anni (difeso dall'avvocato Ugo Di Silvestre).
L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Fabrizio Cingolani e dovrà presentarsi davanti al collegio per rispondere non solo di maltrattamenti in famiglia, ma anche di lesioni personali nei confronti della sua compagna convivente che decise di denunciare quell'uomo che stava facendo passare una vita d’inferno non soltanto a lei, ma anche alle sue due figlie, avute da una precedente relazione.
Tutto sarebbe originato dalla nascita della figlia della coppia, come scrive il pm Fabiana Rapino nel capo di imputazione: «Dalla nascita della loro figlia», dichiara la procura, «l’imputato teneva comportamenti atti ad allontanare progressivamente la donna dalla famiglia di origine, avendo scatti di ira, insultandola con pesanti offese quali "puttana, deficiente, morta di fame, non vali a niente”».
Ma il comportamento dell’imputato, stando almeno al risultato dell’inchiesta, sarebbe andato anche oltre, arrivando a delle vere e proprie minacce di morte nei confronti della compagna, ma non solo, «ricattandola di inviare immagini a contenuto sessuale a parenti e amici, picchiandola in più occasioni con schiaffi, pugni allo stomaco, tirandole una testata, mettendole le mani al collo, schiaffeggiandola anche in presenza delle figlie».
E anche queste ultime, stando sempre a quanto scrive il pm Rapino nel capo di imputazione, sarebbero state oggetto delle violenze dell’uomo.
In particolare, la prima figlia della donna, «verso la quale aveva comportamenti violenti come metterle in bocca un giaccone compratole, come a dire “te l'ho comprato e ora te lo faccio mangiare”, causandole attacchi di panico». E qui la procura contesta l’aggravante di aver commesso il fatto alla presenza e ai danni di minori conviventi.
E poi si aggiunge il reato di lesioni personali nei confronti della sua compagna, che fu costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale.
Ad assistere le tre parti offese che si sono costituite parti civili (la compagna con le sue due figlie minorenni) nel processo che andrà ad iniziare, sarà l’avvocato Massimo Galasso.
(m.cir.)
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