Minacce No vax contro Liberati: «Sei solo un morto che cammina»

PESCARA. Parlano di «guerra» e di «grande reset», ma anche di una «massa di psicopatici assassini» che può contare su «servi lobotomizzati». I messaggi sono rimbalzati nei gruppi Telegram dei...
PESCARA. Parlano di «guerra» e di «grande reset», ma anche di una «massa di psicopatici assassini» che può contare su «servi lobotomizzati». I messaggi sono rimbalzati nei gruppi Telegram dei sostenitori del gruppo No vax Guerrieri vivi nelle ore successive all’atto vandalico contro la Prefettura di Pescara, imbrattata nella notte tra il 15 e il 16 gennaio con scritte e simboli con la doppia “v” avvolta dal cerchio rosso. Ma ad essere preso di mira stavolta non è solo il “sistema” generale ma una persona specifica: Nico Liberati, che durante la pandemia aveva coordinato il movimento No greenpass in Abruzzo e che, contattato dopo le scritte vandaliche sul palazzo di proprietà della Provincia, aveva condannato il terribile gesto.
Irripetibili gli epiteti rivolti a Liberati, assistito dall’avvocato Marino Marini del foro di Roma, che ieri mattina ha presentato una denuncia in Questura per chiedere di procedere contro le persone che hanno affidato la loro rabbia al gruppo Telegram dei Guerrieri vivi e anche al canale di discussione chiamato #Difesaminori dal nome del gruppo di cui fa parte Liberati. Messaggi accesi e violenti: da «complice del sistema» a «codardo», ma anche «morto che cammina» e «così imbecille da non capire i piani del grande reset» fino a sfociare in «sei solo un altro ipocrita falso come sono loro, e invece di cambiare le cose sei tu che ti sei fatto cambiare dalla loro m...».
«I toni sono molto forti», precisa Liberati subito dopo la presentazione della querela, «già in passato ho ricevuto ingiurie e offese personali, sempre a firma dello stesso gruppo, sul mio canale Telegram. È successo il 17 novembre 2022 intorno alle ore 21 dopo che avevo condannato, con una mia lettera aperta, il loro modus operandi. Preciso che tutto quresto nasce dal fatto che condanno fermamente le scritte di colore rosso sulle pareti esterne del palazzo che ospita la Provincia di Pescara e gli altri modi con cui questo gruppo opera».
Sul blitz sta indagando la Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos) della questura di Pescara, coordinata da Dante Cosentino, al lavoro fin dalle prime ore per cercare di risalire ai responsabili del raid vandalico. La pista No Vax è quella più accreditata, ma le indagini stanno andando avanti a 360 gradi per cercare di identificare e incastrare gli autori materiali del gesto. (y.g.)

