Minacce scritte sui muri Terzo arresto per l’ex

11 Aprile 2017

PESCARA. Alla fine l’hanno arrestato di nuovo. Per la terza volta ai domiciliari e sempre per lo stesso motivo, la stessa ossessione: perseguitare la donna che lo aveva lasciato in un’escalation che...

PESCARA. Alla fine l’hanno arrestato di nuovo. Per la terza volta ai domiciliari e sempre per lo stesso motivo, la stessa ossessione: perseguitare la donna che lo aveva lasciato in un’escalation che dopo le minacce, i messaggi asfissianti, gli appostamenti e gli insulti erano sfociati in una minaccia di morte scritta sul muro di casa della donna. Un episodio di poco meno di un mese fa per cui la donna aveva di nuovo denunciato l’ex, tanto da rivolgersi anche al Centro pur di avere voce e appellarsi ai magistrati.

«Dopo questo c’è che mi ammazza, non è vita», si era sfogata con il Centro, «a volte penso addirittura che preferirei avere una malattia, un problema di salute, lo baratterei con questa sensazione di paura costante, di prigionìa. Con questa violenza psicologica che ti soffoca, che ti toglie il sonno e la fame e che ti fa avere paura per te e per la tua famiglia. Mi rivolgo ai magistrati», aveva detto, «vi chiedo di non aspettare che si arrivi alla violenza fisica, che succeda qualcosa. Perché quella psicologica è deleteria allo stesso modo, se non peggiore. E poi lo conosco bene, è una persona molto possessiva e prepotente, che vuole sempre ottenere quello che vuole, come ha fatto tante altre volte. È uno che non ama perdere e che ora mi odia, convinto che gli ho rovinato la vita. Ma è evidente che non sta bene, se non riesce ad accettare la fine di una relazione, se continua a darmi il tormento dopo quasi un anno e mezzo. È evidente che non è equilibrato, che è pericoloso. Che va fermato».

Una richiesta di aiuto disperata che la vittima di questa vera e propria persecuzione aveva fatto sfidando anche la minaccia continua dell’ex di diffondere fotografie che ne avrebbero leso la sua onorabilità. «Non le ho mai viste e non ne conosco l’esistenza, ma se pure ci fossero non mi importa più, basta che mi lascia in pace». E la giustizia ha risposto con gli domiciliari eseguiti domenica dai carabinieri.

(s.d.l.)

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