Minaccia i genitori, condannata a 4 mesi

Montesilvano. Pena ridotta: la perizia psichiatrica sulla 49enne ha dimostrato un disturbo bipolare
MONTESILVANO. Finisce con una condanna a quattro mesi di reclusione una brutta vicenda familiare che ha avuto come protagonista una donna di 49 anni, e come parti offese i genitori anziani e malandati, uno dei due peraltro costretto sulla sedia a rotelle. L’imputata, 44 anni, originaria del nord Italia, era finita sotto processo per maltrattamenti in famiglia, ma alla fine del dibattimento quel reato è stato derubricato in minacce aggravate e la condanna della donna è stata determinata anche dalle sue condizioni fisiche e mentali.
La donna era finita sotto inchiesta con accuse molto gravi, per comportamenti oltremodo aggressivi rivolti ai suoi due genitori incapaci, anche per l’invalidità del padre, di opporsi a quel menage familiare che era diventato per i due anziani insopportabile. Il pm Anna Benigni, nel capo di imputazione aveva parlato di «condotte reiterate nei frequenti stati di alterazione conseguenti all'abuso di sostanze alcoliche», inveendo contro il proprio padre, invalido civile, e la propria madre, rivolgendo agli stessi frasi ingiuriose e minacciose come “prendo una tanica di benzina e vi do fuoco”, rompendo oggetti e mandando in frantumi i vetri delle porte interne dell’abitazione dei due genitori, a Montesilvano. «Infliggendo agli stessi», affermava il pm, «sofferenze fisiche e morali tali da rendere loro abitualmente dolorosa e mortificante la convivenza familiare e da costringerli a vivere in un costante stato di paura e di soggezione psicologica».
L’imputata fu oggetto anche di una misura cautelare di divieto di avvicinamento ai genitori, ma poi intervenne il suo legale, l’avvocato Carlo Corradi che riuscì a far disporre una perizia psichiatrica sulla donna. Risultò affetta da un disturbo bipolare in associazione con un disturbo borderline di personalità e disturbo da abuso di alcol. Lo psichiatra però aggiunse anche che la donna «al momento della commissione dei fatti si trovava in condizioni di mente tali da scemare grandemente la propria capacità di volere», aggiungendo anche che comunque era in grado di seguire il processo e non era più persona socialmente pericolosa. Elementi che il legale ha poi usato in sede di discussione riuscendo a far derubricare il reato più grave e ridurre così la pena.

