Minacciata e derubata della casa ma l’Ater le restituisce l’alloggio

6 Agosto 2020

Sessantenne, rimasta vedova, è stata “sfrattata” da due persone che si erano offerte di aiutarla La coppia ha svuotato l’appartamento e adesso verrà processata dopo le indagini dei carabinieri 

PESCARA. Ha dovuto rinunciare alla sua casa, all'appartamento dell'Ater che occupava a Rancitelli. E' stata costretta a lasciare quell'alloggio a una coppia di conoscenti che, un po' per volta, l'hanno praticamente sfrattata, senza avere alcun titolo, sottoponendola a una serie di minacce che non le hanno lasciato alcuna possibilità, se non la fuga.
E così la donna, una vedova sulla sessantina, si è rifugiata in un sottoscala, dove ha vissuto per un po', non avendo un'altra sistemazione. Ma non si è arresa, mai. Anzi, con determinazione si è convinta un po' per volta che era necessario raccontare tutto ai carabinieri, ripercorrere i fatti di cui è stata protagonista, dalle minacce all'estorsione passando per l'occupazione della casa, e ha denunciato senza tentennamenti la coppia per far valere i propri diritti. A testa alta. Il cerchio si è chiuso ieri mattina, quando la donna è tornata di nuovo in possesso della sua casa, su disposizione dell'autorità giudiziaria.
L'Ater le ha riconsegnato l'alloggio alla presenza dei carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, che si sono occupati delle indagini e hanno segnalato la coppia alla Procura proprio per le minacce e l'estorsione della casa (per i due si è arrivati al rinvio a giudizio). La sgradevole disavventura subita da questa donna comincia dopo la morte del marito, quando avverte delle difficoltà economiche.
E' in quel momento che a lei si avvicina sempre più una coppia: i due si propongono perfino di vivere con lei, a casa sua, nell'appartamento dell'Ater, e si preoccupano di aiutarla materialmente anche consegnandole delle somme di denaro. Ma non si tratta di due benefattori. Il loro vero volto emerge nel tempo: con metodi minacciosi, i due mettono la donna alla porta, occupando abusivamente la sua casa. Impossibile rientrare, per lei, visto che la serratura è stata cambiata e, a quanto pare, anche il mobilio è sparito per fare posto a un nuovo arredamento. La malcapitata non ha più un posto dove stare, si deve accontentare per un po' di sistemarsi alla meglio in un sottoscala, mentre i due vivono tranquilli nell'appartamento Ater che resta comunque intestato a lei, pur essendo occupato da altri. Ma la protagonista di tutti questi torti non manda giù quello che le sta accadendo per cui chiede ai carabinieri di indagare, riferendo l'accaduto, e il personale del Nucleo operativo si attiva, mettendo insieme tutti i tasselli sui reati commessi dalla coppia.
Nel frattempo, i due malfattori abbandonano l'alloggio (dove averlo trasformato a proprio piacimento), portando via tutto, tant'è che ieri mattina la donna lo ha ritrovato vuoto. Dopo il lieto fine tanto atteso è arrivato il commento soddisfatto di Francesca Di Credico, a capo del comitato “Per una nuova Rancitelli”, che conosce bene la vicenda, in tutta la sua assurdità.
«La riconsegna dell'alloggio, che ha visto impegnati Ater, Comune e carabinieri, è un segnale positivo che riavvicina i cittadini alle istituzioni». E la conclusione di questa storia, per il modo in cui si è sviluppata e l'impegno di chi è intervenuto, «dimostra che insieme si può cambiare qualcosa». Ma è stata fondamentale «la denuncia presentata dalla donna», mette in evidenza Di Credico con la grinta di sempre. «Le battaglie per la legalità passano attraverso le denunce delle vittime e noi abbiamo sempre invitato a seguire questa strada».
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