Minori utilizzati come parcheggiatori abusivi

Denuncia dei cittadini: adolescenti chiedono soldi nell’area di risulta I senegalesi: il mercato non c’è, non sappiamo come guadagnarci da vivere
PESCARA. L'accattonaggio sull'area di risulta, negli ultimi tempi, ha il volto degli adolescenti. Mendicanti minorenni che si improvvisano parcheggiatori e svolgono il loro "lavoro" abusivamente, ma con il permesso delle famiglie, secondo quanto risulta da una chiacchierata informale con alcuni senegalesi che ieri sostavano davanti all'area transennata del vecchio mercatino della stazione.
Ragazzini che scendono in strada e chiedono l'obolo alle persone che vanno a riprendere l'auto parcheggiata nei pressi della stazione ferroviaria. Che imitano i grandi quando indicano all'automobilista che arriva, il posto libero da poter occupare. Ufficialmente per aiutare le famiglie in difficoltà. Sono i figli di quei senegalesi disperati che fino a qualche mese fa potevano contare sui guadagni al mercatino , seppur abusivo. Poi la piccola isola commerciale è stato smantellata dall'amministrazione comunale che a distanza di quasi un anno non ha ancora sistemato e concesso l'area promessa sotto al tunnel del tracciato ferroviario. Nel frattempo bisogna campare e la comunità di uomini, donne e bambini si è dovuta riorganizzare. Questa estate portando le bancarelle sul lungomare e lottando per non farsi beccare dai vigili urbani pronti a multare l'abusivismo. D'inverno sull'area di risulta, dove la comunità spesso si raduna, per stare tutti insieme a chiacchierare e aspettare, accanto al tunnel dove dovrà risorgere il mercatino dei senegalesi. Abbiamo provato a contattare l'avvocato pescarese Angela Summa, presidente della società del Comune che gestisce i parcheggi a pagamento di tutta la città, ma del baby accattonaggio non è al corrente. Via sms ci risponde che «non mi è stato riferito nulla, né dalle forze dell'ordine né dai parcheggiatori; se è vero, è sicuramente un fatto grave».
Al Centro, però, sono arrivate segnalazioni di cittadini che hanno visto questi ragazzini in azione. «Uno è stato beccato dalla polizia municipale qualche settimana fa, erano le otto di sera», racconta un cittadino che vuole restare anonimo, «io ero vicino a loro e ho seguito tutta la scena. Il ragazzo aveva 16 anni, faceva finta di non parlare bene l'italiano, non aveva permesso di soggiorno, solo un foglio spiegazzato in tasca. Ha tentato di spiegare agli agenti che non stava facendo nulla di male, poi i vigili hanno chiamato una volante della polizia». Lo stesso cittadino riferisce di «vedere spesso auto lussuose, Mercedes, girare nella zona della stazione. Vedo persone che aprono i bagagliai e tirano fuori della merce, la consegnano ai senegalesi, poi richiudono e se ne vanno». I senegalesi stanno in strada, parlottano tra loro. Mani in tasca per proteggersi dal freddo. E quando si avvicina un passante, tentano la vendita: «Ha bisogno di un giubbino?». Solo che in mano non hanno nulla. E il giubbino dov'è? «In macchina, qua vicino». Per acquistare bisogna seguirli, la merce si trova custodita nel bagagliaio delle auto. «È dura, non abbiamo più il nostro mercato, come facciamo a vivere?».
E allora mandate i vostri ragazzi in strada a chiedere l'elemosina per farvi dare una mano? «Sì, qualche volta ci aiutano, ma non sono minorenni», puntualizzano. Qualche volta i passanti lasciano la monetina: «Sì, l'ho fatto ieri», racconta una ragazza pescarese dal volto acqua e sapone, «gli ho dato trenta centesimi, sono bravi ragazzi, non fanno nulla di male, oggi però non li ho visti».
Altre volte i cittadini si arrabbiano e si sfogano con gli operatori di Pescara Parcheggi: «Vengono da noi e ce ne dicono di tutti i colori, sono infuriati perché non vogliono pagare il parcheggio due volte, dopo aver sborsato la tariffa regolamentare».
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