«Mio figlio sotto choc, ha paura di uscire»
Francavilla, parla il padre del tredicenne aggredito sulla strada ciclopedonale: «Non ha ferito nessuno con il risciò»
FRANCAVILLA. «Mio figlio è stato aggredito deliberatamente senza alcun motivo da quel gruppo di ragazzi, è finito all'ospedale, è ancora sotto shock e adesso ha paura a uscire di casa». A parlare è il padre del ragazzo di 13 anni che qualche sera fa, intorno alle 22, è stato malmenato sulla pista ciclopedonale di Francavilla all'altezza dello stabilimento “Il Faro” da un gruppo di ragazzi mentre era su un risciò in compagnia di alcuni amici.
La ricostruzione dei fatti fornita dai carabinieri, guidati dal comandante Antonio Solimini, parla di un’aggressione scaturita per un piede pestato da una ruota del risciò, evento che avrebbe generato prima una discussione a parole e poi con le mani. Ma per il padre del ragazzo, non presente al momento dei fatti, si tratta di «una ricostruzione non veritiera rispetto a quanto accaduto realmente».
«Ho raccolto numerose testimonianze tra le persone che passeggiavano da quelle parti e da persone adulte che stavano insieme al gruppo di mio figlio», aggiunge il genitore, «che possono confermare quanto sostengo. Non è stato assolutamente il risciò che ha schiacciato il piede a uno degli aggressori, ma i ragazzi stavano procedendo tranquillamente con il risciò per fatti loro quando sono stati improvvisamente importunati da questi ragazzi. Loro hanno semplicemente proferito “Che cosa volete?” e mio figlio è stato aggredito». Il padre risponde anche all'ipotesi che i genitori degli aggressori possano presentare una controdenuncia: «Possono fare quello che vogliono ed è giusto ma chi ha colpe paga. Mi pare strano però che poi tutti i ragazzi che hanno aggredito siano scappati via senza che nessuno restasse dove a terra c'era mio figlio. Comunque, ci sono delle indagini in corso e chi ha torto pagherà. Questo è poco, ma sicuro. Se mio fosse stato l'aggressore, io come genitore mi sarei assunto le mie responsabilità contattando il genitore dell'aggredito per porgere le mie scuse e per dire che se mio figlio fosse colpevole pagherebbe».
A Francavilla la situazione sicurezza diventa ogni giorno più grave. «Dopo l'aggressione in spiaggia al calciatore Ciro Immobile, arriva quella in strada a un ragazzino di appena tredici anni. Residenti e turisti si sentono sempre più indifesi», dice il coordinatore cittadino della Lega, Giovanni Angelucci, «è necessaria l'istituzione della tenenza dei carabinieri che la città aspetta oramai da troppo tempo, ai quali devono aggiungersi i presidi estivi di polizia e guardia di finanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

