«Mio marito non era d’accordo ma poi ha capito»

PESCARA. Si è sposata nell’agosto 2012 e, nonostante qualche iniziale rimbrotto del marito, Simona D’Andreamatteo ha deciso di non custodire più il suo vestito da sposa ma di regalarlo a chi non ha i...
PESCARA. Si è sposata nell’agosto 2012 e, nonostante qualche iniziale rimbrotto del marito, Simona D’Andreamatteo ha deciso di non custodire più il suo vestito da sposa ma di regalarlo a chi non ha i mezzi per comprarne uno.
D’Andreamatteo, 37 anni, è la titolare di un centro estetico a Pescara e racconta perché, in fondo, si può fare a meno di conservare a vita il vestito da sposa se quell’abito può rendere felice un’altra persona.
D’Andreamatteo, perché ha deciso di regalare il suo vestito da sposa?
«E’ un’idea che avevo già da tempo, in Umbria nella basilica di Santa Rita vengono donati gli abiti da sposa. Questo per dire che l’idea di donarlo era già nelle mie intenzioni. Poi, l’associazione Il velo di Iside ha organizzato questa bella iniziativa a cui ho aderito subito. Perché dono il mio abito? Per rendere felice una ragazza che, credo, dovrebbe appartenere a una famiglia numerosa. Ma spero di trasmetterle anche le mie sensazioni di allora, le mie emozioni del giorno del matrimonio: l’amore, la serenità e la gioia».
Perché era già nelle sue intenzioni privarsi dell’abito?
«Perché nel mio piccolo cerco di fare beneficenza. Ovviamente sono legata al mio vestito da sposa però sono più legata al vissuto di quel giorno: l’abito è sempre qualcosa di materiale che si conserva nell’armadio mentre quello che conta è il ricordo di quel giorno, l’emozione che si ha dentro».
Suo marito ha condiviso la sua decisione?
«All’inizio mio marito Gianluca non era molto d’accordo, diceva che era un simbolo, che era l’abito del nostro matrimonio ma poi gli ho spiegato le mie intenzioni e ha capito e ha condiviso il gesto, la forma di altruismo».
Com’è il suo abito?
«Molto semplice e lo stile è moderno. L’ho scelto perché mi rappresentava: è in seta, bianco e con un tocco di colore. Su una spallina ci sono delle rose di cui una è azzurra, come piaceva a me. Direi che è un vestito fresco, moderno».
Quanto tempo aveva impiegato per sceglierlo?
«Beh, avevo girato parecchio. Alla fine, sono entrata in un negozio e ho avuto un colpo di fulmine: quando l’ho visto ho detto “è il mio abito”. L’emozione di indossarlo è stata poi tanta perché credo che il vestito da sposa sia ancora il sogno di tutte le ragazze».
Pensa che rimpiangerà questa scelta?
«Assolutamente no, perché sono contentissima di regalare il mio abito da sposa a chi è meno fortunata».
Regalare il proprio vestito da sposa è una rinuncia?
«No, perché io non sento di perdere o di rinunciare a qualcosa ma vedo solo il fatto di donare, di fare qualcosa per un’altra persona meno fortunata di me. E’ probabile che mi sentirò più arricchita moralmente, regalare quell’abito rappresenterà una gioia per me».
Un augurio ai giovani sposi che prenderanno “in consegna” il suo abito.
«Giorni pieni di armonia e di serenità. Spero che tutti i loro desideri possano avverarsi». (p.au.)
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