Misiti: nessuna emergenza Confartigianato: più agenti

Pettinari (M5s) accusa la Lega e chiede pattuglie fisse nei quartieri sensibili L’Ugl boccia la proposta di D’Incecco di stipulare convenzioni con le associazioni
PESCARA. «Unità fisse di controllo nei quartieri sensibili: Fontanelle, Rancitelli, via Rigopiano e quadrilatero stazione centrale». È sempre stata questa e lo è ancora oggi la richiesta di Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale, per fare in modo che i cittadini si sentano più sicuri. L’ha già formulata più volte e ora lo fa di nuovo, dopo la lite di sabato scorso tra due nigeriani in corso Vittorio Emanuele, che si è conclusa brutalmente dentro un negozio, e l’aggressione nel bar Lucio, avvenuta ieri mattina vicino alla vecchia stazione ferroviaria, sempre sul corso. Alla luce di questi episodio Pettinari lancia un nuovo allarme e un nuovo appello, rivolgendosi essenzialmente alla Lega, partito di maggioranza al del comune di Pescara.
Sulla questione sicurezza intervengono anche l’Ugl e la Confartigianato mentre il questore Francesco Misiti, dal canto suo, ha sottolineato, come ha più volte fatto in passato, che in città «non c’è un livello emergenziale», mettendo in evidenza che «i controlli sul territorio sono capillari».
Per Pettinari «è il momento che il centrodestra, e la Lega in particolare, prendano atto che sulla sicurezza hanno registrato il più grande fallimento di sempre» dice Pettinari dalla Regione ricordando che il partito di Salvini ha fa su questo tema «una propaganda senza precedenti, chiedendo voti ai cittadini. Eppure», fa notare, «sulle nostre strade si registrano continuamente episodi di violenza. Un grande bluff», lo definisce Pettinari, «a discapito dei cittadini che li hanno votati e che oggi, paradossalmente, si trovano a vivere in città meno sicure rispetto a prima, quando la Lega non c’era».
Pur avendo incassato il “no” del prefetto Gerardina Basilicata alla sua ripetuta richiesta di utilizzo dell’esercito in città (perché non ci sono le condizioni di emergenza), Pettinari torna comunque alla carica. E sollecita un potenziamento delle forze in campo. Quelli della Lega, dice, «sostengano la nostra richiesta di dichiarare lo stato di emergenza e facciano, davvero, il bene dei cittadini. Se non riescono a far attivare l’esercito prendano almeno la responsabilità di istituire delle unità fisse di controllo nei quartieri sensibili e chiedano l’intervento delle Compagnie di intervento operativo (Cio) dell’Arma dei carabinieri. Basta con le parole e la propaganda, facciano quanto hanno promesso agli elettori», conclude Pettinari parlando sempre della Lega.
In realtà gli uomini delle Compagnie di intervento operativo sono già stati più volte in città, a supporto dei carabinieri del comando provinciale. Sono arrivati qui da varie località d’Italia, come Bari, Napoli e Roma, su iniziativa del comando generale o su richiesta dei vertici locali dell’Arma, e sono state utilizzate a più riprese per intensificare la vigilanza in alcune zone, quelle ritenute più a rischio, trattandosi di una taskforce specializzata proprio in controlli straordinari del territorio con finalità preventive.
Sempre alla Lega si rivolge l’Ugl sicurezza civile, con il segretario Fabio Urbini che boccia la proposta del capogruppo in consiglio comunale Vincenzo D’Incecco di attivare convenzioni con delle associazioni per assicurare «una presenza in alcune zone», a supporto delle forze dell’ordine e della polizia locale.
Per l’Ugl una collaborazione del genere non è «ipotizzabile: i volontari non possono andare in giro in divisa o effettuare ronde e presidi mentre esiste un protocollo (Mille occhi per la città) siglato dagli istituti di vigilanza con il ministero che prevede, invece, una collaborazione con le guardie particolari giurate».
Pur sapendo che quelli che si registrano a Pescara sono spesso «episodi di microcriminalità fisiologici», Giancarlo Di Blasio e Massimiliano Pisani, della Confartigianato, chiedono «un presidio efficiente», senza ricorrere all’intervento dell’esercito. «Basterebbe aumentare il numero di uomini e mezzi delle forze dell’ordine sul territorio», suggeriscono, e poi chiedono «un incontro con le istituzioni e le associazioni di categoria» per parlare di sicurezza. E sollecitano al Comune «l’installazione delle telecamere», già più volte annunciato.
(f.bu.)

