Missionario sparito parte l’appello di “Chi l’ha visto”

10 Settembre 2015

Il padre dei Monfortani parla in televisione e non esclude che il sacerdote sia stato vittima di violenza: «Chi sa parli»

PESCARA. Ha un’eco nazionale, dopo 38 giorni dalla sua scomparsa a Medjugorje, il caso di padre Luciano Ciciarelli il sacerdote di 79 anni, originario di Civitella Casanova, del quale dal 2 agosto scorso non si hanno più notizie. Ieri notte, infatti, alle 23 e 35 circa, se n’è occupato la prima puntata della nuova stagione televisiva della trasmissione Chi l’ha visto?, condotta dalla giornalista Federica Sciarelli. Una manciata di minuti, in cui il superiore provinciale dei monfortiani, padre Angelo Livio Epis, ha rilanciato l’ipotesi di una violenza nei confronti di padre Ciciarelli. «Non vorrei che qualcuno gli avesse fatto del male, pensando che avesse con sé dei soldi», ha rimarcato padre Epis, in relazione ad un’opera di carità che era nei progetti di padre Ciciarelli, legata all’acquisizione di un terreno nella zona. Un’ipotesi, tuttavia, tra le altre, poiché padre Epis non ha escluso «il malore. Certo, a volte gli ricordavo che non era più giovanissimo, visto che è vicino agli ottant’anni, e che non doveva comportarsi più come se fosse un giovinetto. Anche perché», ha aggiunto Epis davanti ai microfoni dell’inviato della trasmissione televisiva, «da quelle parti, in quei giorni d’estate, la temperatura può raggiungere anche i 40-50 gradi». Sul campo, quindi, ancora le piste già formulate dal Centro, come appunto un malore, e dunque la caduta in uno dei crepacci nei pressi della collina delle Apparizioni, dove il prelato si era incamminato, oppure una rapina, chissà forse finita male. Ma intanto padre Epis ieri ha lanciato un appello. «Chiunque abbia visto qualcosa, in quei giorni, nella zona di Medjugorje, avvisi me», ha esortato, «o anche la trasmissione Chi l’ha visto ?». Insomma, chi sa qualcosa, ha sottolineato, faccia sapere. Dalla Farnesina, invece, ieri hanno reso noto di essere rimasti sempre in contatto con i famigliari. «Anche se novità, su padre Ciciarelli», ha precisato, da Roma, «al momento non ci sono». Da fonti giornalistiche della Bosnia Erzegovina, intanto, in particolare da Jabuka tv, si è appreso che le ricerche sono concentrate soprattutto nella zona compresa tra Šurmanaca a Krucevici e che le forze in campo, portate dalle 40 iniziali a 160, dopo una decisione del parlamento bosniaco, sono la GSSuBiH, l’unione del soccorso alpino, la CMRS, ovvero i vigili del fuoco, di Citluk, la CMRS di Mostar, e la Srebrenik GSS, dunque l’ amministrazione federale della Protezione Civile.

Nei giorni scorsi anche il giornalista Paolo Brosio aveva annunciato che si occuperà del caso di padre Ciciarelli, lanciando degli appelli sia attraverso i social network, come Facebook e Twitter, sia attraverso un programma televisivo da lui condotto che dovrebbe partire a breve.

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