Moglie e marito muoiono nello schianto

Armando Tropea e Maria Pia Reale, di Città Sant’Angelo, travolti da un’auto mentre erano in scooter a Siracusa
PESCARA. Pochi attimi. Tanto è bastato per spezzare due vite, quelle di Armando Tropea, 62 anni, e Maria Pia Reale, 59 anni, marito e moglie, originari di Siracusa, ma residenti a Città Sant’Angelo. Sono morti venerdì sera in un incidente stradale in Sicilia, a Siracusa, dove erano in vacanza con la figlia Federica. Stavano tornando a casa, attorno alle 20,30, e lo scooter su cui viaggiavano è stato centrato da una macchina condotta da un 40enne originario di Catania che percorreva la stessa strada in senso contrario rispetto alla coppia e probabilmente stava effettuando una manovra di sorpasso. Lo scontro è stato frontale, violentissimo. Per la coppia non c’è stato niente da fare: a nulla è servito l’intervento dei soccorritori in via Elorina, dove sono arrivati prima gli agenti della polizia municipale per i rilievi e poi il medico legale, su disposizione del sostituto procuratore Vincenzo Nitti che dovrà decidere se far eseguire l’autopsia.
Uno choc. La notizia della morte dei due coniugi ha lasciato tutti senza parole, perché non ce ne sono dopo una tragedia di questo genere. E perché Armando Tropea e Maria Pia Reale erano davvero due persone straordinarie, strappate alla vita senza un perché in una sera d’estate, nella loro terra d’origine, dove erano arrivati dopo una vacanza in Grecia. A Città Sant’Angelo, dove vivevano, chi li conosceva non riesce a credere che sia accaduto proprio a loro. Che non ci siano più. Che sia successo davvero.
Erano due persone affermate in ambito lavorativo e molto apprezzate. Tropea era direttore nazionale della divisione stampa e digital locale della Manzoni, la società che si occupa della raccolta pubblicitaria per La Repubblica e per il Centro. In passato è stato direttore della filiale della Manzoni a Pescara, dove era arrivato nel 1988, come ricorda un suo collega storico, anche lui siciliano, Riccardo Gresti, che ha cominciato la carriera proprio con Tropea, definito dai collaboratori come «un uomo di polso ma di umanità», «un grande direttore e una grande persona», sempre «attento, umano, ma anche divertente». «Era preparato e ligio al lavoro», racconta Gresti, profondamente turbato dalla morte del suo collega nonché carissimo amico, tanto che parla di Armando e Maria come di «una famiglia», per lui e per sua moglie.
«Erano persone splendide, di loro si può dire solo il meglio, perché abbiamo sempre avuto il loro sostegno. Sono stati un punto di riferimento», dice ancora.
E ricorda la passione per i bambini di Maria Pia, che insegnava alla scuola primaria “Fabbiani” di Marina di Città Sant’Angelo. «Avrebbe dato la vita per loro, così come è stata una brava madre», continua Gresti parlando dei figli di questi amici, Emilio e Federica, che vivono entrambi fuori Abruzzo, il primo a Bologna e l’altra a Torino.
Di questa insegnante straordinaria parla con le lacrime agli occhi Daniela De Angelis, dirigente scolastico dell’istituto omnicomprensivo di Città Sant’Angelo. E’ sconvolta dalla notizia, ha sperato fino all’ultimo in un errore, quando è arrivata la notizia dell’incidente. «Erano persone meravigliose e una bellissima coppia. Erano diventati nonni da un anno e anche se Tropea lavorava a Milano e girava molto, era spessissimo qui». Maria Pia, maestra storica, era «stimatissima, un punto di riferimento per tutta la comunità, una vera maestra che insegnava dando l’esempio ed era eccezionale per la didattica. Da ogni bambino riusciva a ottenere il meglio, non lasciava indietro nessuno» e di lei colpivano «la sensibilità e la spiritualità. La scuola e la famiglia erano tutto per lei e quando era diventata nonna ci aveva portato a far conoscere il piccolo Carlo. Ci ha lasciato un grande esempio di persona e di insegnante, tutta la comunità scolastica le è grata».
Per ricordare l’insegnante e il marito, De Angelis farà celebrare a Città Sant’Angelo «una messa in contemporanea ai funerali, che si svolgeranno a Siracusa» nel momento in cui i corpi saranno restituiti alla famiglia.
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