Montagna di cemento sotto sequestro

San Giovanni Teatino, sigilli della polizia municipale su ordine della procura per un deposito abusivo nel polo artigianale
SAN GIOVANNI TEATINO. Sequestrata una montagna di lastre di cemento, ma non si esclude che si tratti di eternit, nel polo artigianale e produttivo di via Bolzano, a Sambuceto. I sigilli nel piazzale di 100 metri quadrati, luogo dello stoccaggio abusivo e del tentativo di occultamento dei rifiuti inerti pericolosi, destinati quasi certamente a essere seppelliti sotto la nuova pavimentazione, sono stati apposti dai vigili urbani diretti dal capitano Lorenzo Di Pompo, su disposizione della procura di Chieti.
Denunciati per violazione delle norme sullo smaltimento dei rifiuti speciali il proprietario dell’area e il titolare dell’impresa che stava effettuando i lavori per la realizzazione di un distributore di carburante per auto. Il magistrato che conduce le indagine è la sostituto procuratore Marika Ponziani. I vigili di San Giovanni Teatino sono intervenuti dopo la chiamata di un passante al 112. Il cittadino che ha dato l’allarme mentre con la sua auto percorreva via Bolzano si è trovato di fronte a ruspe e camion che nel piazzale antistante un capannone stavano scaricando cataste di lastre di cemento, molto simili ai pannelli di eternit un tempo utilizzati per le coperture, poi messi fuori legge per i gravi rischi dell’amianto sulla salute umana. L’automobilista di passaggio ha pensato bene di segnalare le strane manovre in atto nell’area di via Bolzano al 112, che ha poi incaricato dell’intervento la polizia municipale.
Sul posto, il maresciallo Giancarlo Buranello e l’agenteAndrea Bufarale. Non ci è voluto molto ai due vigili urbani per rendersi conto che, molto probabilmente, l’impresa al lavoro nel piazzale, per realizzare un impianto di metano per auto, stava cercando di interrare i pannelli di cemento, che sarebbero diventati la base della nuova pavimentazione dell’area di servizio.
In seguito al ritrovamento delle lastre, il comandante Di Pompo, sentita la procura di Chieti ha proceduto al sequestro preventivo dell’area ed ha rimesso tutti gli atti al pubblico ministero Ponziani. Il prossimo passo riguarderà la caratterizzazione dei rifiuti, per stabilire se si tratti proprio di eternit, pericoloso e in recuperabile, o di cemento semplice senza amianto, che comunque deve essere smaltito secondo procedure stabilite dalla legge e non rimosso da un cantiere per essere nascosto in un altro.
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