Montesilvano, 5 avvocati per sfrattare 14 famiglie

27 Aprile 2015

Il Comune pronto ad avviare gli sgomberi degli inquilini morosi dalle case popolari «Troppi debiti e contratti d’affitto scaduti, quegli alloggi vanno liberati subito»

MONTESILVANO. Il Comune chiama 5 avvocati per sfrattare 14 famiglie dalle case popolari. Troppi debiti e le diffide mandate agli inquilini per lasciare gli appartamenti sono rimaste ignorate. È per questo che il Comune si rivolge ai legali: «La situazione debitoria è grave e perdura», dice una delibera della giunta Maragno che ha dato il via libera agli incarichi per gli avvocati Mariangela Cilli, Anna Doria Ingrosso, Gabriele Maria Rosati, Emanuela Mattucci, tutti di Montesilvano, e Silvia Giulianini di Pescara. Sono loro a curare le «procedure di sfratto per morosità e finita locazione». Il Comune vuole riprendersi gli alloggi per riassegnarli: «Sono numerose e ricorrenti», continua il documento, «le richieste di alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte di nuclei familiari che versano in gravi condizioni di disagio abitativo e/o con difficoltà economiche e/o sulle quali incombono sfratti esecutivi; alle queste richieste», dice la stessa amministrazione, «il Comune raramente è in grado di rispondere adeguatamente, non disponendo in misura sufficiente di alloggi comunali o di cosiddette case-parcheggio da assegnare provvisoriamente ai nuclei familiari». Infatti, tanto per fare un esempio, il cantiere di via Salieri per 12 appartamenti è in corso da 5 anni e non sarà finito prima di settembre prossimo. L’atto del Comune spiega i motivi alla base della decisione di avviare gli sfratti: «Nonostante le varie sollecitazioni da parte dell’ufficio Politiche della casa e le diffide al fine di regolarizzare la grave situazione debitoria nei confronti del Comune, perdura una situazione debitoria di alcuni assegnatari». Le diffide del Comune sono rimaste lettera morta: «Per l’ennesima volta, a ottobre 2014, gli inquilini morosi sono stati diffidati a regolarizzare i pagamenti dei canoni di locazione e oneri condominiali ove fossero scaduti, entro il termine 15 giorni, senza che ciò abbia prodotto risultati sostanziali». Oltre ai debiti ci sono anche i contratti scaduti: «In alcune altre situazioni gli assegnatari di alloggi cosiddetti “parcheggio”, nonostante il regolare pagamento dei canoni di locazione, hanno i contratti scaduti, in quanto gli alloggi sono stati loro assegnati in via temporanea, per cui il comune deve cercare di rientrare nella disponibilità di tali seppure poche unità abitative per contribuire a tamponare altre situazioni di emergenza abitativa».

Per adesso il Comune ha messo da parte 5 mila euro per pagare gli avvocati ma la cifra è solo presunta e potrebbe crescere. Perché sono stati chiamati legali esterni lo spiega un altro atto del Comune firmato dal dirigente Alfonso Melchiorre: «L’amministrazione degli affari ordinari di competenza dell'ufficio Gestione alloggi comunali comporta la frequente trattazione di problematiche e situazioni conflittuali con gli utenti, che obbligano la struttura comunale preposta in impegnative attività di gestione del contenzioso, le quali, però, non possono andare oltre che la prassi di diffida. L’ufficio Legale del Comune, opportunamente interpellato per attivarsi al riguardo, ha manifestato la propria impossibilità a provvedere, in ragione del sottodimensionamento del settore Avvocatura». Dopo i 14 sfratti, potrebbero essercene ancora. La delibera della giunta Maragno dice: «Complessivamente, i casi di sfratto da affrontare sia per morosità che per finita locazione sono, al momento, circa venti».

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