Montesilvano e Sprar in una tesi di laurea

5 Gennaio 2019

Maragno intervistato da una studentessa dell’Università di Londra sull’efficacia dei sistemi di integrazione

MONTESILVANO. Montesilvano ancora protagonista nel mondo accademico con i suoi Sprar. Alice Troiano, 23 anni compiuti il 2 gennaio, studentessa di San Giovanni Teatino, da tre anni a Londra per frequentare prima la triennale di Antropologia alla University College London, e poi il master in Politiche internazionali pubbliche e sociali, sta preparando la tesi sul progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Montesilvano. La giovane ha incontrato ieri mattina il sindaco Francesco Maragno per approfondire la conoscenza della gestione dei migranti attuata in città. Un’altra tesi in una delle università più apprezzate al mondo, dunque, dopo la tesi di Nunzia Morellon (italiana con passaporto francese) alla Sorbona di Parigi, che dimostrano come la soluzione trovata da Maragno al problema dell’immigrazione sta diventando un modello da studiare. «Ho saputo del progetto da un amico», spiega Alice Troiano, «il fotografo Stefano Schirato, che poi mi ha messo in contatto con don Marco della Caritas il quale a sua volta mi ha fatto conoscere il direttore dell’Azienda speciale, Eros Donatelli, che gestisce lo Sprar della città. Mi ha affascinato questa iniziativa del mio territorio, e sono fiera di portarla all’estero. Il tema principale della mia tesi, che devo consegnare il 22 agosto, sarà quello di analizzare come un progetto efficiente dal punto di vista socio economico per il territorio possa andare oltre l’ideologia politica. Nel vostro caso non c’è un sindaco che pensa secondo la tessera di partito, ma bada, invece, a quale sia l’interesse di Montesilvano e dei suoi concittadini per la migliore gestione dell’emergenza immigrati: un problema».
«Siamo molto soddisfatti», dice il sindaco Maragno, «quello di Alice è un ulteriore segno dell’interesse scientifico sull’efficacia della gestione dei migranti nel nostro territorio. Siamo riusciti a tutelare la sicurezza, lo sviluppo turistico e commerciale, con le necessità e le aspettative dei migranti stessi. Il 31 maggio 2017 sgomberammo 48 appartamenti in via Ariosto, a ridosso dell’area turistica, uno dei ghetti più pericolosi d’Italia dedito allo spaccio e alla contraffazione. Inoltre, fino a dicembre 2017 avevamo la presenza di due Cas, Centri di accoglienza straordinaria, in strutture alberghiere fronte mare, con flussi illimitati di migranti controllati dalle Prefetture, sui quali l’ente comunale non aveva voce in capitolo».