Montesilvano, figli a casa contro la maestra "cattiva”

19 Febbraio 2016

Urla e umiliazioni, 40 mamme di altrettanti alunni della Fanny Di Blasio non fanno entrare i figli: l’insegnante va rimossa

MONTESILVANO. «I nostri figli non entreranno a scuola fino a quando non sarà rimossa dall’incarico una maestra che terrorizza i bimbi, li sgrida, si addormenta in classe e li lascia incustoditi». Da ieri, 45 alunni delle prime classi, sezioni E ed F, della scuola elementare “Donnina Fanny Di Blasio” di piazza Diaz a Montesilvano,(primo circolo Troiano Delfico) resteranno a casa con nonni e papà perché le mamme sono impegnate in una «protesta a oltranza» contro un’insegnante che «da anni, visto che una protesta simile c'è stata tre anni fa, terrorizza i nostri figli i quali, ormai, si rifiutano di andare a scuola».

«Da quando è iniziato l’anno», raccontano le mamme che chiedono però l’anonimato, «ogni mattina è una guerra per trascinarli in classe. Piangono, urlano, mostrano stati ansiosi, si fanno la pipì addosso, tremano e singhiozzano. Hanno paura della maestra, non vogliono restare con lei. E quando accade, scappano a farsi consolare dalle altre maestre». Una protesta «civile e dignitosa», quella intrapresa da una quarantina di mamme che hanno già preparato due raccolte di firme, a ottobre e gennaio, avanzato un esposto ai carabinieri della locale stazione e presentato ricorso all'Ufficio scolastico provinciale. Stanno combattendo «in silenzio da mesi», fino alla goccia che ha fatto traboccare il vaso.

«La maestra stava quasi alzando le mani su uno dei nostri bambini, per fortuna è stata bloccata in tempo da una bidella». L’educatrice avrebbe «gravi problemi di salute», secondo le mamme in lotta, che si dicono «lacerate da sentimenti opposti: da una parte abbiamo il diritto e l’obbligo di proteggere i nostri figli, dall’altra siamo umanamente vicine a una persona che sta male. Ma questa situazione non può andare avanti. La maestra si avvicina ai bimbi con fare minaccioso, strappa loro di mano i fogli dei disegni, li interroga sulle poesie e poi li mortifica con voti bassi, addirittura dei tre, in prima elementare. Si addormenta in classe e lascia i bimbi incustoditi quando va in bagno, anche per venti minuti. Tutti conoscono questa situazione, ma nessuno fa niente da anni. Siamo state costrette a intraprendere queste azioni, che portiamo avanti nel pieno rispetto della legge». Una delegazione di madri, nel corso dei mesi, ha chiesto ripetutamente al preside del comprensivo Troiano Delfico, Nino Traini, di intervenire, «ma ci siamo sentite rispondere che siamo mamme ansiose e che saranno presi provvedimenti nelle sedi istituzionali competenti».

La stessa risposta che il dirigente, interpellato dal Centro ha rilasciato ieri mattina. Fallito anche il tentativo di raggiungere l’insegnante sotto accusa, per darle immediato diritto di replica, ma è stato impossibile avvicinarla, protetta da una cortina di riservatezza imposta dalle istituzioni scolastiche. Al preside, le mamme rimproverano anche «di non aver mai chiesto agli psicologi della scuola di aiutare i bambini a superare questi traumi, eppure le tasse di questo servizio le paghiamo ogni anno».

Anche le altre maestre, a detta delle mamme, «hanno difficoltà a relazionarsi con questa insegnante che non mostra atteggiamenti empatici verso i bambini. Non abbiamo pregiudizi nei suoi confronti, ma riteniamo che debba essere rimossa o destinata ad altro incarico, magari in qualche ufficio, ma di sicuro non accanto ai nostri bimbi».

Chi, nel passato, ha avuto gli stessi problemi, che da quanto emerge si trascinerebbero da anni, ha trasferito i figli in altre scuole. È ciò che ha fatto Claudia Iacone, madre di una bimba di sei anni: «L’ho iscritta nella scuola Saline di via Vestina perchè mia figlia, ogni mattina, mi implorava piangendo: mamma, se mi vuoi bene, non mi portare in quella scuola».

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