Montesilvano, la Cgil al sindaco: no alla stangata agli alberghi che fanno accoglienza

30 Aprile 2016

Il sindacato chiede al sindaco e al consiglio comunale di ritirare l'emendamento che prevede fino all'85% di aumento della Tari per gli hotel che accolgono immigrati. Emilia Di Nicola e Patrick Guobadia: "Scelte razziste e antieconomiche: in altre città sono i Comuni a prendersi carico dei profughi"

MONTESILVANO. Montesilvano città dell'accoglienza e dell'integrazione o città nemica degli immigrati e dei profughi? E' quanto si chiede il sindacato Cgil attraverso una nota firmata dalla segretaria generale della Camera del Lavoro, Emilia Di Nicola, e il responsabile dell'Ufficio immigrazione della Cgil Patrick Guobadia. "La delibera del Comune di Montesilvano rispetto all'aumento della Tari per le strutture ospitanti i migranti risponde a un'unica logica: penalizzare gli italiani “colpevoli” di aprire le proprie porte a esseri umani alla ricerca di un futuro, spesso alla ricerca della sopravvivenza", scrivono Di Nicola e Guobadia.

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"L'emendamento approvato all'interno della delibera riguarda l'aumento della quota variabile Tari fino all'85% per le strutture alberghiere della riviera che perdono la propria connotazione turistica con l'introduzione delle medesime in una categoria diversa da quella alberghiera". Secondo la Cgil, invece, "la Giunta di Montesilvano avrebbe dovuto quantomeno farsi carico della sistemazione dei migranti arrivati nel nostro territorio : le strutture disponibili alla ricezione hanno invece sollevato la giunta stessa da tale incombenza ed avrebbero dovuto registrare l'attenzione del Comune che si è invece precipitato a sovratassarli accampando la diversa destinazione d'uso. Può essere il pagamento delle tasse da parte di cittadini italiani vissuto in modo punitivo in base a regole che non tengono conto dell'emergenza sopravvenuta? L'aver accolto i migranti è di fatto un declassamento? Non ci sono positività per chi assolve a compiti richiesti dallo Stato? Assistiamo a scelte politiche che rispondono a logiche discriminatorie e razziste e che si traducono in provvedimenti anti-economici e anti-storici. Anti-economici in quanto non saranno certo le risorse della Tari richieste agli albergatori a risollevare l'economia turistica di un territorio se non si costruisce una strategia complessiva di uscita dalla crisi e antistoriche perché solo l'accoglienza di cittadini e lavoratori di altri paesi del mondo puo' favorire il futuro
complessivo del nostro Paese". "La Cgil", conclude la nota a firma congiunta "vede Montesilvano come città dell'accoglienza, dell'integrazione, della solidarietà e crede che si possa davvero agire con politiche che costruiscano l'inclusione, nel rispetto della legalità e dei processi democratici che si nutrono giornalmente di confronto e di dialogo. Pertanto siamo a richiedere al Sindaco di Montesilvano di intervenire in tempi brevi affinchè il Consiglio Comunale possa ritornare sulle proprie decisioni". Finora le uniche voci contrarie all'emendamento che si sono sollevate a Montesilvano sono quelle di Sel e Cgil.