«Montesilvano rimanga neutrale»

10 Ottobre 2021

Appello dei consiglieri Pd e 5 Stelle: il Comune non faccia azioni legali per i filobus

MONTESILVANO. «Forse era il caso valutare prima e ascoltare anche i cittadini, piuttosto che perseverare in un duro e sfiancante braccio di ferro». È questo il punto di vista dei gruppi consiliari Pd e M5S di Montesilvano in merito alla decisione di Regione, Tua e Comuni di Pescara e Montesilvano di intraprendere la strada del ricorso contro la sentenza del Tar che ha sospeso il passaggio della filovia sulla strada parco.
«Avremmo gradito che il nostro sindaco si fosse dissociato», commenta la minoranza montesilvanese chiedendo al primo cittadino Ottavio De Martinis di non «subire le decisioni affrettate e i diktat politici di partito» ma di invitare i ricorrenti «a riflettere sui contenuti dell’ordinanza del Tar nell’interesse della collettività, per dotare l’area di un trasporto pubblico locale sicuro e senza compromettere il patrimonio arboreo del tracciato». Ricordando come l’ordinanza del tribunale faccia riferimento anche alle condizioni ambientali che verrebbero alterate dal passaggio del mezzo, i consiglieri montesilvanesi ritengono sia necessario «entrare nel merito dei vizi ravvisati e valutare un progetto alternativo solido e realizzabile, in maniera da evitare di perdere ulteriore tempo e denaro e soprattutto dare quanto prima concrete risposte alla collettività in merito alla mobilità sostenibile con trasporto pubblico locale, essenziale per abbattere il traffico e i relativi inquinanti veicolari».
L’opposizione ricorda, quindi, al sindaco di Montesilvano e agli altri ricorrenti che l’obiettivo del progetto è quello di rendere appetibile e concorrenziale il mezzo pubblico rispetto al mezzo privato, senza però tralasciare di risolvere le criticità relative all’ambiente, alla sicurezza e alle barriere architettoniche.
I pentastellati e i democratici auspicano che De Martinis e gli altri amministratori aprano un tavolo permanente allargato con i principali portatori di interesse, a partire dai cittadini, per valutare soluzioni alternative. «È paradossale che quanto si apprestano ottusamente a contrastare», chiosano, «nasca da una volontà popolare che attraverso un comitato ha impiegato tempo, passione e risorse per difendere un bene pubblico. La democrazia partecipata è un valore aggiunto che andrebbe tenuto in dovuta considerazione e la transizione ecologica non si realizza abbattendo gli alberi e corridoi ciclopedonali». (a.l.)
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