Montesilvano, spacciava da 10 anni, arrestato operaio incensurato

11 Marzo 2016

La Squadra mobile di Pescara sorprende Arnaldo Olivieri, 45 anni, con 80 grammi di cocaina, un etto di hashish e 6.500 euro nascosti nella cassaforte di casa. Sul telefonino le richieste dei clienti inviati con Whatsapp. Anche durante l'interrogatorio l'uomo riceveva i messaggi sul cellulare, e gli agenti sono andati all'appuntamento al posto suo. Ora tutti i clienti stanno collaborando con la polizia per ricostruire l'attività decennale dell'uomo

MONTESILVANO. Un operaio di 45 anni incensurato e insospettabile, che per circa dieci anni è riuscito a nascondere la sua attività di spacciatore, è stato arrestato ieri dagli uomini della Squadra mobile di Pescara. Per vendere la droga, si accordava su WhatsApp con gli acquirenti, tra cui c'erano diversi professionisti e padri di famiglia, alcuni dei quali sono stati sopresi mentre lo spacciatore veniva interrogato. In manette, a Montesilvano, per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, è finito Arnaldo Olivieri. Nell'abitazione dell'uomo, fino a ieri incensurato, gli agenti hanno trovato diverse dosi di stupefacente pronte allo spaccio, chiuse nella cassaforte della camera da letto: in totale circa 80 grammi di cocaina e più di un etto di hashish. Sequestrati anche 6.500 euro in contanti e diverso materiale per la pesatura e il confezionamento delle dosi, tra cui due bilancini di precisione e un macchinario per il confezionamento sottovuoto. Altri elementi importanti sono emersi dall'analisi del telefonino di Olivieri, su cui erano memorizzati moltissimi messaggi WhatsApp, scambiati con decine di persone, tutti caratterizzati dall'uso di termini palesemente codificati, quali "cavetti", "nuotate", "custodie" e "tablet". Come se non bastasse, l'uomo, mentre si trovava in Questura, ha continuato a ricevere messaggi di acquirenti che gli chiedevano di incontrarlo. I poliziotti hanno colto al volo l'occasione e si sono presentati ai vari appuntamenti al posto dello spacciatore. I clienti non hanno potuto fare altro che collaborare, consentendo così di ricostruire la decennale attività di spaccio portata avanti dall'arrestato fino ad oggi. Alcuni di loro sono scoppiati in un pianto liberatorio, raccontando di aver speso anche decine di migliaia di euro. Attualmente l'uomo si trova in carcere, in attesa di essere interrogato dal sostituto procuratore Rosangela Di Stefano.