Morire di lavoro, 18 vittime in pochi mesi

14 Ottobre 2018

Il bilancio nero del 2018. Un anno fa sono state 32 per le tragedie Rigopiano e Campo Felice. Oggi le manifestazioni dell’Anmil

L'AQUILA. In Abruzzo si continua a morire di lavoro. Diciotto vittime in pochi mesi, mentre le denunce di infortunio superano quota 9mila. L'Anmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) oggi scenderà in piazza, con manifestazioni in tutte le province, per chiedere più sicurezza, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. I dati sono allarmanti e delineano un quadro in cui la prevenzione non figura tra le priorità delle aziende, soprattutto nei cantieri edili. Il combinato tra mancanza di controlli adeguati e scarsa applicazione delle norme di sicurezza ha portato, nei primi otto mesi dell'anno, a 9.097 denunce di infortunio. Seppure inferiore allo stesso periodo del 2017, segnato dalla doppia tragedia di Rigopiano e dell'elicottero del 118 precipitato a Campo Felice il 24 gennaio, il trend resta molto preoccupante.
MORTI E INFORTUNI. Partiamo dal dato italiano, dove dal 2015 al 2017 si è registrato un incremento dello 0,6% degli infortuni, passati in tre anni da 637mila a 641mila. Altro elemento che spicca, l'aumento degli infortuni tra i giovani, sotto i 35 anni, cresciuti del 2,2%, dai 167mila del 2015 ai 191mila del 2017.
Il report abruzzese relativo ai primi otto mesi di quest'anno segna una leggera diminuzione delle denunce di infortunio, rispetto allo stesso periodo del 2017, scese da 9.428 a 9.097. Diciotto i decessi sul posto di lavoro, contro i 32 dello scorso anno, cifra che conta anche i morti della valanga di Rigopiano e di Campo Felice. Diminuite dell'1,2% le malattie professionali, passate da 2.984 a 2.948.
INVESTIRE IN SICUREZZA. “La sicurezza sul lavoro priorità per il futuro”, lo slogan scelto dall'Animil, che denuncia «l'eccessivo numero di vittime e di incidenti sul lavoro». Il settore più colpito resta quello dell'edilizia, che continua a registrare il maggior numero di incidenti, «con un allarmante aumento tra i giovani». Anche per questo, l'Associazione mutilati e invadili sul lavoro ha proposto al ministero del Lavoro di attuare un programma di interventi, basato su prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, che consenta di dimezzare gli infortuni nell'arco del prossimo quinquennio.
LA CULTURA DELLA VITA. L'Animil ha firmato due progetti, Icaro e Silos, rivolti agli istituti scolastici, nell'ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, per diffondere in aula la cultura della sicurezza. A livello nazionale è stato istituito un corso di laurea telematico triennale, attivato in collaborazione con Uninettuno, in Diritto della sicurezza sul lavoro, per formare nuove figure professionali. «Le aziende investono poco in prevenzione», conclude l'Anmil, «quando si deve tagliare, la prima voce è la sicurezza. E il risultato sono morti e infortuni».
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