Moroni in testa, risale Sarchese
Il sondaggio del Centro sui sindaci. Braccio di ferro nel Pd, Di Renzo: decido io se e quando candidarmi
FRANCAVILLA. Ora oltre al nome dei candidati indicati per le elezioni amministrative del 12 giugno, i lettori del Centro lasciano anche dei messaggi nei tagliandi, tipo: «Mettete Moroni e lasciate perdere i grandi strateghi della politica», è il concetto che si legge su più di un tagliando.
E se Franco Moroni continua a dominare olrmai da due settimane la classifica dei favoriti nel centrodestra, non è ancora ben chiaro se il capogruppo in Consiglio comunale di Forza Italia abbia deciso di partecipare alle primarie che si terranno il prossimo 13 marzo. Per il momento, i nomi forniti ufficialmente dal centrodestra sono quelli di Alessandro Mantini e Massimo Pasqualone, ma lo stesso coordinamento provinciale di Forza Italia ha chiesto a Moroni di prendere una decisione e, soprattutto, di farlo in breve tempo.
Sul fronte dei Cinque Stelle, a seguito della candidatura ufficiale di Livio Sarchese decisa all'unanimità dagli aderenti al movimento sono decollati anche i tagliandi a favore dell’avvocato francavillese. Lo stesso candidato pentastellato, sulla sua pagina Facebook, precisa che «circolano voci secondo le quali il gruppo locale degli attivisti grillini avrebbe chiesto a esponenti di partiti, che hanno già calcato la scena politica, di candidarsi con il M5s nella prossima tornata amministrativa. Anche a nome del mio gruppo», afferma Sarchese, «preciso che queste notizie sono destituite di fondamento: la lista con la quale il M5s si presenterà nella prossima consultazione elettorale, sarà composta di persone competenti e lontane dall'attuale panorama politico. Abbiamo, di contro, ricevute numerose richieste d’ingresso di nomi noti, puntualmente rispedite ai mittente».
Nel centrosinistra, invece, prosegue la querelle senza fine che vede protagonisti il sindaco uscente, Antonio Luciani e Stefano Di Renzo, che è ancora capogruppo del Partito democratico nonostante gli aspri contrasti con la linea del sindaco uscente. Ma il Pd è ora schierato in maniera compatta con Luciani, che oggi occupa la secondo piazza nella classifica del Centro, ma Di Renzo resta tra i consiglieri di opposizione.
Il segretario regionale del partito Marco Rapino è unrtevenuto nei giorni scorsi per chiedersi come faccia Di Renzo, a questo punto, sentirsi ancora parte del Pd. Ma si tratta di un punto di principio che fa insorgere l’avvocato francavillese.
«Sulla richiesta di candidatura a sindaco» chiarisce Di Renzo, «deciderò io quando rispondere, e se ritenere questa l'unica strada per garantire un futuro del centrosinistra a Francavilla. Il sottoscritto insieme a una parte del Pd locale chiede da mesi di evitare fratture nel centrosinistra cittadino. Lo strumento che il nostro statuto prevede, in questi casi, è quello delle primarie. Da capogruppo e fondatore del Pd le ho chieste a gran voce, in ogni modo, pubblicamente e non solo. Tutto inutile. Rapino, con la sua dichiarazione, conferma le nostre preoccupazioni e il fatto che una parte importante delle forze di centrosinistra non si riconosce più in Luciani e cerca alternative credibili, candidature presentabili. Di certo sono lusingato che altre forze politiche di centro sinistra mi chiedano di candidarmi. La Zappalorto ha gestito malissimo il suo delicato ruolo di commissario e ha mortificato il Pd. Insistiamo affinché venga rimossa».
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