Morrone, 500 ettari devastati: per la procura c’è un piromane

27 Luglio 2023

Ma il fronte delle fiamme si sposta nel territorio vastese: roghi anche a San Salvo, Guilmi e Cupello Resta chiusa per diverse ore la strada provinciale che collega con il Molise e Montenero di Bisaccia 

Anche l’Abruzzo finisce nella morsa delle fiamme. Dopo il vasto incendio che ha devastato buona parte del Monte Morrone, la montagna cara a Celestino V, e che continua ancora a preoccupare, un nuovo fronte di fuoco si è aperto nella provincia di Chieti. La Protezione civile regionale è in massima allerta perché, a detta degli esperti, è molto alta la probabilità che nuovi incendi possano svilupparsi, favoriti dalle alte temperature e dalle forti folate di vento che stanno caratterizzando questi ultimi giorni. L’incendio che preoccupa di più anche per la natura dei luoghi e per la vastità del fronte, è senza dubbio il rogo del Morrone.
QUI SULMONA. La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo d'inchiesta contro ignoti sul rogo che sta devastando il Monte Morrone per la seconda volta nel giro di sei anni.
La nuova inchiesta è scattata a seguito del sopralluogo svolto sul posto dal procuratore capo della Repubblica, Luciano D'Angelo e dal sostituto, Edoardo Mariotti. Sembrava che i primi rilievi svolti dai carabinieri forestali avessero portato ad individuare il punto d'innesco dell'incendio nei pressi dell'ex cava di Bagnaturo, ma in serata la notizia non ha avuto conferme. I militari stanno però cercando eventuali fototrappole collocate nella zona per ricostruire tutti i movimenti delle auto e delle persone nelle ultime ore sul bacino della zona pedemontana. L'operazione si annuncia però abbastanza complicata. Secondo il Parco Nazionale della Maiella sarebbero almeno 500 gli ettari di bosco distrutti dalle fiamme. Quattro mezzi aerei in azione, 170 sganci d'acqua effettuati, 80 squadre al lavoro da terra: sono questi i numeri della seconda giornata di lavoro sul Monte Morrone. Mentre per le abitazioni è scattata la messa in sicurezza tramite mezzi agricoli. Chiuse due strade per ragioni di ordine pubblico.
La macchina delle operazioni si è messa in moto dalle sei del mattino, sfruttando le condizioni climatiche migliori, legate al sensibile calo delle temperature, con l'impiego dei due elicotteri e di due aerei Fire boss. In giornata è stato inoltre effettuato un ulteriore sopralluogo da parte dei carabinieri forestali di Sulmona, incaricati dalla Procura della Repubblica di seguire il filone investigativo. Sul posto è intervenuto anche il presidente del Parco della Maiella, Lucio Zazzara. In località Badia è stata realizzata una linea tagliafuoco per mettere in sicurezza le abitazioni. Si contano i danni sul Colle delle Vacche, messo a dura prova dall'incendio. Tiene il rifugio, simbolo di resilienza, ma l'alberatura e i tavoli posizionati lo scorso lunedì sono andati distrutti. «La strada realizzata sei anni fa è stata fondamentale e ci ha consentito di portare mezzi e moduli anticendio in quota», conclude Mauro Casinghini, direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile.
QUI VASTO. Emergenza incendi nel Vastese. Due i roghi che hanno preoccupato maggiormente residenti e turisti e hanno messo a dura prova i soccorritori.
Il primo incendio, scoppiato martedì pomeriggio al confine fra Abruzzo e Molise, ha tenuto impegnati i vigili del fuoco fino a sera. Chiusa per diverse ore la provinciale San Salvo Montenero di Bisaccia . Durante la notte l'area è stata monitorata per evitare il riaccendersi di possibili focolai. Notte di allerta invece per i residenti della vallata di Guilmi. Poco dopo la mezzanotte è divampato un rogo che ha creato tanta paura nel piccolo comune del Sinello.
Provvidenziale l'intervento dei vigili del fuoco di Vasto e Gissi e dei volontari della protezione civile Arcobaleno di San Salvo e Castello di Monteodorisio.
QUI SAN SALVO. Sono circa 70 gli ettari di vegetazione andati in fumo a causa dell'incendio scoppiato non lontano dal fiume Trigno. I primi ad accorrere sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale di Campobasso. A seguire sono arrivati anche i vigili del fuoco di Vasto. Poco dopo la Sala Operativa della Protezione Civile Abruzzo ha disposto l’invio sul posto dei volontari della Protezione civile Arcobaleno di San Salvo. Le fiamme hanno attraversato il fiume Trigno e sono entrate in territorio sansalvese in contrada Saletti.
La provinciale che collega San Salvo a Montenero di Bisaccia è stata invasa dal fumo e chiusa al traffico veicolare per motivi di sicurezza dagli agenti della polizia locale di San Salvo. Le fiamme spinte dal vento hanno alimentato diversi roghi. Due hanno creato più preoccupazione: il primo diretto verso l'entroterra e il territorio di Lentella, l’altro in direzione mare lungo la linea di confine fra San Salvo e Cupello. Al tramonto la provinciale Montenero-San Salvo è stata riaperta al traffico e la situazione sul versante abruzzese è stata dichiarata sotto controllo.
QUI GUILMI. I vigili del fuoco non sono riusciti a riposare. Verso mezzanotte di martedì è infatti scoppiato un altro vasto incendio nelle campagne di Guilmi. Le fiamme hanno aggredito un’ampia porzione di vegetazione in contrada Fontefico. Sul posto insieme ai vigili del fuoco idi Vasto sono arrivati i colleghi di Gissi e due squadre della protezione civile. Ignote le cause che hanno scatenato il rogo. «La rapidità dell'intervento di vigili del fuoco di Vasto e Gissi è stata provvidenziale», dice al Centro il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti.
«I soccorritori hanno bloccato il fronte del fuoco evitando che potesse risalire la collina e creare situazioni di pericolo per il paese. Grazie a loro nessun cittadino si è spaventato oppure ha corso rischi». Ma il sindaco Racciatti rinnova l'invito ad evitare situazioni che possano provocare fenomeni di combustione. «Basta poco», dice, «per scatenare l'inferno».
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