Morta la donna investita, sì all’espianto

22 Ottobre 2024

Non ce l’ha fatta la 50enne travolta giovedì sera sulla riviera davanti al marito e ai tre figli da un 21enne poi fuggito

PESCARA. Tre figli rimasti senza mamma, il marito senza la compagna di una vita: una famiglia spezzata per sempre. È quello che resta dopo l’incidente di giovedì sera quando Maria Luisa Di Fiore, 50 anni, è stata travolta da un’auto pirata mentre attraversava viale della Riviera. A quattro giorni di distanza è morta ieri. E come ultimo atto d’amore, la famiglia ha dato il consenso all’espianto degli organi per cui fino a ieri sera era in corso la valutazione di idoneità, come previsto dal protocollo.
Maria Luisa era ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara dalla notte tra giovedì e venerdì, reduce dal delicato intervento alla testa con cui i medici hanno tentato fino alla fine di salvarla. Ma non è bastato, non è servito: Maria Luisa Di Fiore che non si era mai ripresa, ieri non ce l’ha fatta, portandosi via per sempre la spensieratezza, la gioia e le voci di quell’ultimo fotogramma in famiglia.
Giovedì sera, intorno alle 22, erano tutti e cinque. Padre e madre, con il figlio più piccolo, erano arrivati la mattina da Scapoli, paese molisano in provincia di Isernia, poco più di 500 abitanti, per portare un po’ di viveri e di aria di casa alle due figlie più grandi che studiano alle università di Pescara e di Chieti. Stavano andando a cena, quando la 50enne è stata travolta dalla Ford Fiesta condotta da un 21enne di origine romena. Il tempo di scendere dalla macchina con il cane, mentre il marito era rimasto a parcheggiare con i figli nell’auto con lui, ed è avvenuta la tragedia. Lei era sulle strisce pedonali, davanti allo stabilimento Baja Papaya. Aveva già attraversato mezza strada quando è piombata da sud quella macchina nera che l’ha presa in pieno. Un attimo e la vita che cambia, la vita che si accanisce, la vita che non la riconosci più: Maria Luisa in quella botta tremenda rompe il parabrezza e finisce sbalzata venti metri più in là, mentre quella Ford Fiesta continua la sua corsa senza fermarsi e schizza via verso Montesilvano. È stato il marito, con i tre figli, tra i primi a soccorrerla e a chiamare aiuto. Sul posto, erano circa le 22, sono arrivati in un baleno i sanitari del 118 e gli agenti della polizia locale. Subito è apparso chiaro che l’investitore era scappato e sono iniziate le ricerche anche con l’aiuto di polizia e carabinieri. Sono stati gli uomini della Volante a rintracciare la macchina, mentre Maria Luisa veniva portata d’urgenza all’ospedale in condizioni gravissime. Grazie alle telecamere di videosorveglianza, è stata individuata subito la targa straniera e così di lì a poco è stato possibile intercettarla attraverso i filmati mentre entrava in via Livenza, la prima via di fuga lungo il rettilineo della riviera, la prima traversa dopo il confine con Montesilvano. Ma nessuna traccia del conducente. Alcuni testimoni hanno raccontato di averlo visto scendere in tutta fretta da quell’auto insieme a una ragazza. Probabilmente sono fuggiti lungo la Pineta buia facendo perdere le proprie tracce. Intanto Maria Luisa veniva operata. Ore di speranza e preghiera, ore di angoscia, mentre le ricerche del pirata della strada sono andate avanti per tutta la notte e il giorno successivo. La polizia locale lo aveva individuato, aveva capito dove abitava, a Montesilvano, ma lui è stato più veloce perché intorno alle 17 di venerdì si è presentato dai carabinieri di Montesilvano e si è costituito. È stato denunciato per lesioni gravi stradali, fuga e omissione di soccorso. Ma da ieri la sua situazione è cambiata: l’accusa ora è omicidio stradale.
Anche a Scapoli tutto è cambiato. «Maria Luisa», raccontano dal paese dove fino a ieri mattina facevano il tifo per lei dalla pagina Facebook del Comune, «era una persona molto gentile, riservata ed educata, sempre al servizio della sua famiglia».