Morta nel tunnel della stazione La procura: è stato un omicidio

Due romeni ritenuti responsabili della violenza e della morte di Anna Carlini, il 30 agosto del 2017 Fratelli d’Italia presenta un’interrogazione parlamentare per far catturare gli indagati, ancora latitanti
PESCARA. La procura di Pescara chiude l'inchiesta sulla morte di Anna Carlini, la donna di 33 anni, affetta da disturbi psichici, che il 30 agosto del 2017 venne trovata senza vita nel tunnel dei disperati della stazione. Due sono gli indagati, entrambi romeni e attualmente latitanti, Nelu Ciuraru e Lajos Robert Cioragariu, ai quali il pm Rosangela Di Stefano contesta in concorso i reati di omicidio, violenza sessuale e abbandono di persona incapace.
L’INTERROGAZIONE E adesso, su questa brutta storia di degrado e di violenza, fatta peraltro su una donna che aveva anche delle problematiche psichiche, è intervenuta la politica con una interrogazione del deputato di Fratelli d'Italia, Walter Rizzetto. Il parlamentare, con una richiesta di risposta in Commissione Giustizia, si rivolge ai ministri dell'Interno, degli Esteri e della Giustizia, per conoscere quali iniziative intendano prendere per assicurare i due latitanti alla giustizia e accelerare le loro ricerche.
«Al tempo dei fatti», scrive Rizzetto, «i due erano in Italia senza fissa dimora. In particolare il reato di violenza sessuale è stato attribuito a Ciuraru nei cui confronti è stato emesso un ordine di carcerazione. Si ritiene dunque necessario e urgente», aggiunge il deputato, «sollecitare le opportune verifiche e iniziative per rintracciare l'indagato Nelu Ciuraru, nonché l'indagato Lajos Robert Ciorogariu. Non è accettabile il trascorrere di un così lungo periodo in stato di latitanza dei due uomini, che compromette la possibilità di rendere giustizia ad Anna e i suoi familiari».
Dal canto suo il pm Di Stefano è andata avanti per la sua strada, definendo il procedimento e compiendo tutti gli atti previsti dalla legge: ha fatto emettere il decreto di latitanza e chiesto il mandato di arresto europeo.
FERMATO IN ROMANIA Dalle ultime notizie in possesso della procura, sembra che Ciuraru, gravato dall'ordinanza di arresto emessa dal gip Nicola Colantonio, sia stato prima fermato dalla polizia romena nel suo Paese e poi rilasciato. I competenti uffici romeni avrebbero informalmente fatto sapere che, dovendo subire dei processi in Romania per fatti diversi, dopo che avrà scontato la pena nel suo Paese, potrà essere eventualmente tradotto in Italia per essere giudicato per il delitto di Anna. Il magistrato, a suo tempo, aveva peraltro chiesto l'arresto per entrambi e per tutti i reati contestati, ma si era vista accordare la misura cautelare soltanto per Ciuraru e solo per la violenza sessuale: il gip ha infatti ritenuto che il reato di omicidio non è compatibile con quello di omissione di soccorso.
I 3 TESTIMONI OCULARI Ma l'ordinanza del gip contiene anche la raccapricciante ricostruzione di quelle ultime ore di Anna, da quando venne vista entrare nel tunnel fino a quando subì la violenza: fatti peraltro confermati dalle testimonianze di tre stranieri che quella notte si rifugiarono nel tunnel, le cui deposizioni sono state cristallizzate nel procedimento attraverso un incidente probatorio chiesto dal magistrato. Uno di loro sarebbe stato addirittura testimone diretto per aver visto Ciuraru abusare della donna e poi abbandonarla su una brandina di fortuna. Ma la cosa più grave, che emerge scientificamente dai risultati dell'autopsia, è che Anna poteva essere salvata, soltanto se uno di quei balordi, prima di andare via dal tunnel della vergogna, avesse fatto una telefonata, anche anonima, al 118. Ma nessuno fece niente. Ed è anche per questo i familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Carlo Corradi, chiedono giustizia e cercano di raggiungerla in qualsiasi maniera, anche attraverso la politica se necessario, affinché i presunti responsabili di quella morte vengano sottoposti a processo.

