Morte del sub pescarese Chiesta l’archiviazione

17 Settembre 2017

PESCARA. La Procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta sulla morte di Matteo Cavarocchi, il farmacista pescarese di 28 anni con la passione per la pesca subacquea disperso nell’ottobre...

PESCARA. La Procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta sulla morte di Matteo Cavarocchi, il farmacista pescarese di 28 anni con la passione per la pesca subacquea disperso nell’ottobre dell’anno scorso durante una battuta di pesca e ritrovato qualche giorno dopo nelle acque antistanti la piattaforma "Lo squalo" a circa 70 metri di profondità al largo di Giulianova.
Nei giorni scorsi, il sostituto procuratore Enrica Medori ha presentato la richiesta al gip che ora dovrà esprimersi. Secondo la Procura le indagini e gli accertamenti sul drammatico incidente non hanno evidenziato alcuna ipotesi di reato. La successiva autopsia, sempre disposta dal pm, ha accertato che a provocare la morte dell’uomo è stata una sincope anossica, vale a dire un'asfissia da apnea prolungata.
La mattina del 25 ottobre dell’anno scorso, Cavarocchi era impegnato nell'attività di pesca subacquea in apnea, in prossimità della piattaforma, insieme a un amico che aveva lanciato l'allarme non vedendolo riemergere. Il corpo, che era sul fondale profondo in quell'area oltre 70 metri, era stato individuato solo dopo giorni di ricerche grazie a un Rov (Remotely operated vehicle) dei vigili del fuoco, denominato Perseo, cioè un robot sottomarino con sonar e manipolatore per il recupero di oggetti o corpi, filoguidato da una postazione remota in superficie. Alle ricerche avevano partecipato anche cinque sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano e Reggio Calabria, insieme ai colleghi di Teramo, con la motobarca del comando dei vigili del fuoco di Ancona, impiegata come base operativa. Il pm aveva affidato le indagini sulla ricostruzione della dinamica alla capitaneria di porto.(d.p.)
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