Morte in ospedale, nominato il superperito

Il consulente del caso Cucchi dovrà chiarire la condotta dei tre medici indagati per la fine di Elvira Ferri
PESCARA. Prenderanno il via 12 maggio le operazioni peritali per fare chiarezza sulla morte di Elvira Ferri, 57 anni, deceduta all'ospedale di Pescara a febbraio 2014. Ieri il gip Antonella Di Carlo ha conferito l’incarico ai periti Vittorio Fineschi e Mario Giosuè Balzanelli, che dovranno ricostruire la vicenda del ricovero della donna con particolare riferimento alle condizioni di salute, alla loro prevedibile evoluzione, alle cure, agli accertamenti praticati e alle cause di morte. I periti dovranno accertare se possano ritenersi sussistenti profili colposi nella condotta dei tre medici indagati rispetto al decesso della 57enne, ricoverata d’urgenza l’11 febbraio per crisi respiratorie. Fineschi, già consulente della famiglia di Stefano Cucchi (e uno dei medici che fece l’autopsia sul corpo di Pino Daniele) e Balzanelli, hanno 90 giorni per consegnare la relazione che sarà discussa, tramite incidente probatorio, nell'udienza fissata al 15 settembre. Gli indagati per omicidio colposo sono il primario di Medicina Giancarlo Traisci e i medici del reparto, Antonio La Torre e Giancarlo Di Battista, perché, secondo il pm Gennaro Varone, «per imprudenza, negligenza ed imperizia e, in particolare, per inescusabile colpa professionale» avrebbero omesso «in cooperazione tra loro l’approccio terapeutico che avrebbe salvato la vita a una donna ricoverata nel reparto e affidata alle loro cure, cagionandone la morte».
Secondo l’accusa, i medici avrebbero «omesso colpevolmente di disporre l’approccio diagnostico terapeutico salvavita, adeguato alla evidente grave e allarmante ipopotassiemia, risultante con evidenza dai tre esami emogasanalitico ed ematochimici». Dalle indagini sarebbe emerso che nessun medico il pomeriggio del 12 febbraio era in servizio nel reparto di Medicina e che nessun medico avrebbe controllato le analisi delle 13,57, giunte in reparto alla fine del turno di servizio. Quel pomeriggio, secondo Varone, venivano assicurate solo le urgenze da un medico interdivisionale che doveva vigilare contemporaneamente 4 reparti. La responsabilità di non aver organizzato il reparto, sostiene il pm, sarebbe del primario. A causa di tali omissioni, per l’accusa, la paziente «veniva colta, la notte tra il 12 e il 13 febbraio 2014, in conseguenza della non adeguatamente curata ipopotassiemia, da aritmia ventricolare grave, che ne determinava la morte».
I consulenti nominati dalla difesa sono i medici Sgambato, Mancini e Cingolato. La famiglia di Elvira Ferri è assistita dal legale Enzo Di Lodovico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

