Morti nell’Orta, il Parco rischia di pagare i danni

31 Maggio 2019

Perse la vita una coppia di Scerni: il Comune di Caramanico e l’Ente della Maiella  verranno citati come responsabili civili. A novembre si decide sui rinvii a giudizio

CARAMANICO. Il Comune di Caramanico e l'Ente Parco della Maiella, entrano ufficialmente nel procedimento per la morte di Giuseppe Pirocchi e Silvia D'Ercole, i coniugi di Scerni che il primo maggio del 2017 persero la vita annegando dopo essere scivolati nel fiume Orta.
Il gup Nicola Colantonio ieri ha sciolto la riserva e ha disposto che i due enti verranno citati come responsabili civili alla prossima udienza del 14 novembre quando lo stesso giudice deciderà se rinviare a giudizio o meno i due imputati.
Il sindaco di Caramanico, Simone Angelucci e il direttore del Parco della Maiella, Oremo Di Nico, sono accusati di concorso in omicidio colposo.
Nel corso della precedente udienza del 24 maggio scorso, i familiari delle vittime, attraverso gli avvocati Giuliano Milia, Arnaldo e Francesco Tascione, si erano costituiti parte civile, chiedendo appunto il coinvolgimento come responsabili civili dei due enti. Stando al capo di imputazione, infatti, la morte dei coniugi, che quel giorno erano in gita con i due figli di 8 e 5 anni, poteva essere evitata.
Non fu dunque una tragica fatalità, secondo l'accusa, ma ci sarebbero delle precise responsabilità di chi avrebbe dovuto segnalare ogni possibile pericolo in quella zona. Fu la donna a scivolare per prima e il marito, nel tentativo di salvarla, finì per annegare anche lui davanti agli occhi dei figli. Secondo l'accusa, i due imputati avrebbero «omesso di adottare le misure idonee a garantire la fruizione, in condizioni di sicurezza, dei sentieri e della zona denominata Marmitte dei Giganti, note anche come rapide di Santa Lucia, all'interno del Parco, secondo le indicazioni contenute nel piano fruizione del Parco Nazionale della Maiella che prescriveva, tra le azioni da compiere a tutela della incolumità pubblica, la sistemazione dei tratti di sentieri segnalati per migliorare le condizioni funzionali e di sicurezza della rete, la progettazione di specifica segnaletica per l'intera rete del Parco, indicativa e illustrativa».
Da qui, il coinvolgimento di Comune e Parco che, in caso di condanna degli imputati, potranno essere chiamati a risarcire l'eventuale danno. Sul rinvio a giudizio, come detto, il gup deciderà nella prossima udienza del 14 novembre.
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