Morto a 55 anni Monno sindacalista della Fater

PESCARA. Stroncato da un infarto. È morto così, a 55 anni, Fabrizio Monno, dipendente della Fater e componente della Rsu in rappresentanza della Uiltec. Un collega lo ha trovato senza vita in casa, a...
PESCARA. Stroncato da un infarto. È morto così, a 55 anni, Fabrizio Monno, dipendente della Fater e componente della Rsu in rappresentanza della Uiltec. Un collega lo ha trovato senza vita in casa, a Montesilvano. E per lui non c’è stato niente da fare.
A lanciare l’allarme è stata la moglie, Claudia, che vive a Frosinone, la città di Monno. Ha provato più volte a mettersi in contatto con lui, due giorni fa. Aspettava che il marito tornasse a casa, a Frosinone, ma il cellulare squillava a vuoto, sia la mattina che il pomeriggio. La donna, preoccupata, si è rivolta a un collega del marito. Entrando in casa l’uomo ha scoperto il corpo di Monno a terra, ucciso da un malore improvviso.
Monno, padre di un bimbo di 7 anni, era arrivato a Pescara da Frosinone all’inizio degli anni 2000 e lavorava in amministrazione, come impiegato. L’ultima volta è stato visto in ufficio giovedì e la sua scomparsa ha lasciato tutti sgomenti. «Per il sindacato è una grande perdita», dice Armando Ciarcelluti, anche lui componente della Rsu per la Uiltec. «Fabrizio era un pilastro, al nostro interno, e abbiamo vinto le elezioni anche grazie a lui». Ciarcelluti parla di Monno come di una persona «buona, gentile, disponibile. Era sempre pronto a dare una mano, sempre con il sorriso. E a livello sindacale era preparato. Potrebbero sembrare frasi di circostanza, ma davvero non lo sono».
Senza parole tanti colleghi e amici che hanno saputo della morte di Monno attraverso Facebook e hanno voluto salutarlo lasciando un post. «Il tuo sorriso», scrivono, «era il miglior inizio di giornata». Se ne va «una persona speciale, solare, un grande», un uomo «onesto e gentile» e anche «un grande lavoratore». Monno, aggiungono, «era colto, preparato, dall’animo gentile e con una grande dignità. Una persona come poche. Si perde tanto, troppo», con la sua morte. Un’unica consolazione, forse: «il paradiso lo aspetta». I funerali oggi alle 17.30 a Frosinone. (f.bu.)
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