Morto dopo gli schiaffi del figlio, il medico legale vuole esaminare anche la cartella clinica

28 Marzo 2026

Il dottor D’Ovidio farà ulteriori accertamenti sullo stato di salute dell’86enne. Il difensore: il 59enne ha colpito il genitore in un attimo di esasperazione e lo ha soccorso subito

PESCARA. I postumi di un’emorragia cerebrale hanno causato il decesso di Romolo Luciano, storico gioielliere di 86 anni morto dopo sedici giorni di agonia in ospedale per le gravi lesioni riportate in seguito a un’aggressione da parte del figlio Ettore, 59enne di Pescara. È quanto emerso dall'autopsia eseguita in ospedale dal medico legale Cristian D'Ovidio. Tutto ruota attorno ai colpi subiti dall’anziano nella sua abitazione di Porta Nuova, l’8 marzo scorso, quando Ettore Luciano ha malmenato il padre, per poi contattare i soccorsi e le forze dell’ordine. L'esame autoptico, andato avanti per circa quattro ore e mezza, ha consentito quindi di accertare le cause della morte, derivante dall’emorragia, e ha fornito elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti. Il medico legale ha richiesto inoltre la cartella sanitaria dell’86enne per eseguire ulteriori accertamenti sulle condizioni di salute dell'uomo e sui farmaci assunti. In questo modo potranno essere valutate eventuali concause. La relazione dettagliata sull’esame autoptico dovrà essere depositata entro 90 giorni.

Un quadro che potrà cambiare lo scenario giudiziario. Per ora, però, non è stata ancora formulata la nuova ipotesi di reato per il figlio dell’uomo, accusato di lesioni aggravate per aver alzato le mani contro il padre. Si fa strada l’ipotesi di omicidio preterintenzionale. Subito dopo l’accaduto, l’uomo è stato arrestato dai militari dell’Arma. Ora è ai domiciliari. Assistito dall’avvocato Matteo Cavallucci, il 59enne ha riferito ai carabinieri di aver tirato alcuni schiaffi al padre in un momento di particolare tensione. E nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, in base a quanto riferisce l’avvocato, viene specificato che «l’indagato ha colpito il genitore in un punto delicato, come il capo, con schiaffi a mano aperta sul volto e senza l’utilizzo di alcuno strumento atto ad offendere, quindi non con calci e pugni, come inizialmente ipotizzato».

Questa la versione fornita dal 59enne e finora, non smentita. Gli schiaffi sarebbero stati tre, di cui il primo più forte. «Un’azione violenta probabilmente scaturita da una forte esasperazione dell’uomo, alle prese con le cure e l’assistenza del padre», spiega il legale. «Un anno e mezzo fa la morte della madre, anche lei accudita da Ettore. E negli ultimi mesi le preoccupazioni per lo stato di salute del papà (diabetico) Subito dopo l’ira, il 59enne ha medicato la ferita al labbro del genitore, probabilmente causata proprio dagli schiaffi. Quando la situazione è precipitata, l’uomo ha chiamato il 118 e i carabinieri».

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