Morto dopo la trasfusione la Asl: procedure corrette

17 Marzo 2016

L’operaio di 49 anni di Spoltore deceduto dopo la diagnosi di anemia L’autopsia slitta a oggi. Il direttore Mancini: nessuna anomalia negli interventi

SPOLTORE. È slittato a oggi il conferimento dell’incarico per l’autopsia su Cesare De Leonardis, l’operaio ed escavatorista di Spoltore morto lunedì scorso all’età di 49 anni dopo una trasfusione di sangue in ospedale. L’autopsia potrebbe essere eseguita oggi e poi la salma potrebbe essere riconsegnata ai familiari per i funerali.

De Leonardis, residente in via Ripoli, è stato ricoverato giovedì scorso: si è presentato al Pronto soccorso dopo essere stato sottoposto a delle analisi in una clinica privata. In base al primo responso di quelle analisi, gli era stata consigliata una visita al Pronto soccorso per una sospetta anemia: De Leonardis, quindi, ha fatto la fila in mezzo agli altri pazienti e ha atteso per ore il suo turno. In seguito, è stato ricoverato nel reparto di Medicina. Per curare l’anemia, gli sono state sottoposte due trasfusioni di sangue: dopo la seconda, però, le condizioni si sono aggravate e l’operaio è entrato in coma. Per 4 giorni, De Leonardis è stato ricoverato in Rianimazione ma, poi, i medici hanno deciso che non c’era più niente da fare e che i macchinari che tenevano l’operaio in vita dovevano essere staccati.

È una morte ancora sospetta quella di De Leonardis: i familiari si sono rivolti in procura per chiedere accertamenti. La cartella clinica è stata già acquisita e, probabilmente, oggi sarà eseguita l’autopsia.

Di certo, invece, c’è che oggi il direttore generale della Asl Armando Mancini riceverà i risultati di un’indagine interna commissionata per ricostruire le tappe del ricovero dell’operaio. «Il decesso è avvenuto in coincidenza temporale con un’emotrasfusione e, per questo, è necessario eseguire tutti gli approfondimenti del caso. Comunque, quello di cui sono già a conoscenza con certezza è che l’indicazione della trasfusione era assolutamente necessaria e che le trasfusioni sono state eseguite con sangue controllato, come accade di norma: su questo, non sono emerse anomalie né nelle modalità di trasfusione né nel tipo di sangue usato. I trattamenti sono stati ineccepibili dal punto di vista della sicurezza. Mi sento in dovere di dirlo», afferma Mancini, «anche per tutte quelle persone che nei prossimi giorni dovranno ricorrere alle emotrasfusioni: possono farlo senza alcun timore perché tutte le procedure di controllo e sicurezza sono massimali».

Dell’inchiesta si stanno occupando gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della procura.

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