Morto in ospedale il ferito sulla Maiella

21 Novembre 2022

Roberto Testa, 34 anni, ingegnere della provincia di Roma, tradito dal cuore per l’ipotermia. Sta bene l’amico dell’escursione

PENNAPIEDIMONTE . Tradito dalla montagna. È morto così Roberto Testa, ingegnere 34enne di Colleferro (provincia di Roma) caduto sulla via del ritorno dal “Fusco”, il bivacco a quota 2.455 metri. Una scivolata sui primi ghiacci della Maiella, nel mezzo di una bufera di vento e neve con accumuli che in alcuni punti raggiungevano il metro di altezza. Con lui c’era l’amico di escursioni e agente del compartimento polizia stradale Lazio e Umbria, Umberto Gentili, che ha lanciato immediatamente l’allarme. Sabato i due hanno resistito per ore alle temperature rigide ma, proprio quando i soccorritori li hanno recuperati, il cuore di Testa ha iniziato a cedere. Inutili sono stati i tentativi di rianimarlo e la corsa in ospedale. L’uomo è morto al policlinico di Chieti.
L’incidente
Testa e Gentili, coetanei ed entrambi di Colleferro, sono partiti sabato mattina per un’escursione in montagna. Hanno lasciato la loro auto al Rifugio Pomilio intorno alle 10, quando però le condizioni meteo erano già difficili. Ma i due hanno raggiunto ugualmente il Bivacco Fusco: un percorso impervio che richiede almeno tre ore di cammino. Sulla via del ritorno l’ingegnere 34enne è scivolato per circa cento metri a causa della presenza di ghiaccio, finendo contro un accumulo di neve. Poco prima delle 17 il suo amico ha allertato i soccorsi. Ma con il sole ormai tramontato e le condizioni climatiche sempre più critiche è stato impossibile far decollare l’elicottero: nemmeno quello dell’Aeronautica militare, pronto a partire dalla base di Poggio Renatico (provincia di Ferrara), ha potuto sorvolare le vette abruzzesi.
LA COLONNA DI SOCCORRITORI
Appena il soccorso alpino e speleologico abruzzese ha ricevuto la segnalazione, sono partite squadre di terra dalle stazioni di Penne e Chieti. Sotto la tempesta si sono messe in cammino anche le squadre di Sulmona e L’Aquila per un’operazione che ha coinvolto complessivamente 25 membri del soccorso alpino e speleologico abruzzese e due medici soccorritori del soccorso alpino. Gentili, che nel frattempo si era riparato in un anfratto, è rimasto in contatto telefonico sia con i soccorritori che con il suo compagno di viaggi, che era cosciente ma terrorizzato. Intorno alle 20 i due sono stati raggiunti. Entrambi mostravano un principio di ipotermia ma Testa, ferito dopo la scivolata, era sfinito.
LA DISCESA E IL MALORE
Il 34enne è stato soccorso e messo su una barella. È così iniziata la fase di discesa mentre carabinieri, polizia, vigili del fuoco, 118, ognuno per le proprie competenze, supportavano le operazioni in costante contatto con la prefettura. Proprio quando il peggio sembrava essere passato, Testa è andato in arresto cardiaco. Rianimato più volte e raggiunto il Rifugio Pomilio, è stato caricato su un’ambulanza e condotto all’ospedale di Chieti. Qui è stato sottoposto a un trattamento in cardiochirurgia per rialzare la temperatura corporea e provare a rivitalizzarlo, ma non c’è stato nulla da fare. L’altro escursionista, invece, non ha riportato particolari conseguenze. Della tragedia è stata informata anche la procura della Repubblica di Chieti.
CHI ERA
La notizia è presto rimbalzata anche nel vicino Lazio, dove la vittima lavorava come ingegnere aerospaziale alla Leonardo Finmeccanica divisione elicotteri. Appassionato di montagna, a Colleferro era conosciuto da tutti anche per il suo passato nel volontariato, come capo scout e poi in un’associazione che si occupa di ragazzi con sindrome di Down. «Una persona speciale», lo definiscono gli amici. Un ragazzo tradito da una delle sue passioni più grandi.
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