Morto in strada, lettera del 19enne: maledetta casualità, perdonatemi

18 Luglio 2019

Il ragazzo scrive alla famiglia di Tiziano Paolucci. L’autopsia alleggerisce la posizione del giovane  Non sarebbero emerse lesioni che colleghino il litigio al decesso. Domani a Tollo i funerali del 56enne

PESCARA. Non sarebbero emerse lesioni direttamente mortali sul corpo di Tiziano Paolucci, il 56enne morto la sera di giovedì scorso dopo la violenta lite con un 19enne, in viale della Pineta, per una questione di viabilità. È questa una prima indicazione emersa dall’autopsia eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Sara Sablone, incaricata dalla Procura, alla presenza degli altri consulenti di parte: il dottor Cristian D’Ovidio per la moglie e le figlie di Paolucci, la dottoressa Albertina Ciferri per uno dei fratelli del povero Tiziano e il dottor Gabriele Paolini per la difesa del neodiplomato M.N., indagato per “morte come conseguenza di altro reato”m cioè le lesioni.
L’autopsia dovrà fare chiarezza proprio sull’eventuale nesso tra la violenta lite tra il 56enne e il 19enne e la successiva morte del più anziano, crollato a terra pochi minuti dopo, il tempo di risalire in macchina e percorrere alcune decine di metri fino al ristorante gestito dalla figlia e dal genero, “la Griglia dell’orso”. La sua destinazione, intorno alle 20 di giovedì 11 luglio, per andare a prednere con la moglie Angela le loro nipotine. Un nesso, tra la lite e la morte che, per essere definitivamente chiarito, necessita del risultato degli esami istologici e tossicologici per i quali bisognerà attendere ancora. I primi, in particolare, potrebbero rivelare dati importanti anche dal punto di vista di un eventuale infarto e chiarire anche, se dovesse essere questa la causa della morte, causato da che cosa e con quale tempistica rispetto a quella violentissima lite finita a botte tra il ragazzo che aveva appena messo la retromarcia per parcheggiare al volo e Paolucci che, arrivando da dietro a bordo della sua auto, avrebbe ripetutamente suonato il clacson per poi fronteggiare il ragazzo che gli si è parato davanti.
Per ora il medico legale incaricato dell’esame si è limitato a parlare di arresto cardiocircolatorio. Ma il fatto che non siano state riscontrate lesioni o emorragie interne restringe già il campo delle ipotesi sulle cause della morte di Paolucci, alleggerendo in qualche modo, e almeno per ora, le responsabilità del ragazzo.
Intanto proprio ieri il 19enne, ancora ampiamente scosso per quanto avvenuto, ha fatto recapitare, per mano del suo legale, l’avvocato Valerio Argentieri, una lettera alla famiglia di Paolucci, alla moglie Angela che giovedì ha assistito alla lite e alla tragedia, alle figlie, ai fratelli di Tiziano e alle adorate nipotine. Lettera consegnata anche al pm Marina Tommolini alla quale la sera stessa della tragedia M.N.ha dato la sua versione dei fatti. Precisando anche, contrariamente a quanto avevano riferito i testimoni in un primo momento, di essersi allontanato dopo la lite, con la sua macchina, quando Paolucci era ancora in piedi, e di aver appreso della sua morte dai carabinieri che lo hanno rintracciato poco dopo a casa.
Una lettera (il testo integrale è pubblicato nel box a destra) nella quale il ragazzo, fresco di esame di Stato al liceo classico di Pescara, racconta il suo strazio e la sua angoscia per quanto avvenuto, ma ribadisce anche la sua verità: «Si è trattato di una stramaledetta casualità, improvvisa ed imprevedibile, che poteva succedere a chiunque». Consapevole del «dolore arrecato a tante persone», M.N. si rivolge direttamente ai familiari di Tiziano Paolucci e chiede perdono: «Prego con tutto il cuore che possiate avere la forza di sopportare il dolore arrecato e di perdonarmi». Chiede perdono e parla di errori («spero che ci insegni a riconoscere i nostri errori» in riferimento al tragico epilogo) ma si dice anche certo «che giustizia e verità mi renderanno libero». Perché, e questo ripete, quella lite assurda tra un ragazzo di 19 anni e un uomo di 56 anni che poteva essere suo padre; quelle urla e quegli insulti, e quelle botte per una stupida retromarcia in una sera d’estate, è stata «una malevole sequenza di avvenimenti e di una tragica fatalità». Ma c’era lui dall’altra parte e per questo non si dà pace: «Sento sulle mie spalle la responsabilità dell’accaduto». Domani alle 16,30 i funerali a Tollo, partendo da piazza Nassiriya. La salma si trova all’obitorio di Pescara dalle 8 alle alle 19 di oggi.