Morto l’imprenditore ustionato nel rogo

Moscufo: Enrico Luciani, 62 anni, era rimasto gravemente ferito domenica mattina mentre dava fuoco alle sterpaglie
MOSCUFO. Non c’è stato niente da fare per Enrico Luciani, l’imprenditore di 62 anni che domenica è stato travolto da una fiammata mentre stava eseguendo dei lavoretti agricoli. È morto ieri a Roma, al Sant’Eugenio, dove era stato ricoverato per le ustioni riportate nel terribile incidente.
Non era distante da casa, e voleva dar fuoco a delle sterpaglie, verosimilmente dopo aver ripulito un terreno. Operazione di routine, per molti, finalizzata a smaltire agevolmente e rapidamente del fogliame. Ma per Luciani le cose non sono andate come dovevano perché le fiamme lo hanno raggiunto e ferito gravemente sull’80 per cento del corpo, stando alla ricostruzione di chi lo ha soccorso e si è occupato del terribile incidente. È possibile che sia accaduto tutto per via della benzina che l’imprenditore ha usato per appiccare il rogo. Il combustibile doveva servire ad agevolare il tutto e invece si è sviluppata una fiammata pericolosissima che lo attinto, sempre stando alla ricostruzione fornita domenica dai carabinieri, coordinati dal capitano Vincenzo Falce. Un fattore negativo potrebbe essere stato il vento, che ha indirizzo la fiammata in direzione del 62enne, senza lasciargli praticamente scampo. Una assurda concatenazione di elementi negativi che, nel giro di pochissimi secondi, hanno ridotto in fin di vita il 62enne, sposato e padre di due figli.
L’uomo è stato soccorso dal 118, arrivato a Moscufo con l’elicottero, per ridurre al massimo i tempi, vista la gravità dell’accaduto. Una volta all’ospedale di Pescara Luciani è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione ma sono stati presi subito contatti con il Sant’Eugenio di Roma, un centro specializzato per il trattamento degli ustionati, per consentirgli di essere sottoposto a cure adeguate. Domenica i medici hanno ritenuto opportuno tenerlo sotto controllo a Pescara, considerata la gravità delle sue condizioni, ma lunedì mattina è stato eseguito il trasferimento nella Capitale, sempre da parte del personale del 118.
La situazione è apparsa molto grave sin dal primo momento, vista l’estensione delle ustioni e la complessità del caso è stata confermata anche a Roma. Eppure, dal momento dell’incidente, la speranza non si è mai spenta nei familiari e negli amici dell’uomo che si sono augurati fino all’ultimo una ripresa dell’imprenditore. Ma ieri il suo cuore si è fermato. Luciani, che spesso lavorava all’estero, lascia la moglie Sandra e i figli Morgan e Alessandro.
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